Tecnologia, progresso, innovazione e sostenibilità. Sono queste le parole chiave di Future Impact, la mostra curata da Tony Chambers e Maria Cristina Didero con il supporto di Design Singapore Council che si propone di creare un ponte tra Porta Venezia Design District e Singapore durante la settimana del Salone del Mobile 2023.
Ancora prima di osservare gli oggetti che costituiscono la mostra si nota chiaramente che ciò che rende questo progetto particolarmente interessante è il metodo stesso con cui è stato concepito: sei tra i più promettenti designer di Singapore trasformano Casa del Pane in un laboratorio creativo, uno spazio di ricerca in cui elaborare soluzioni innovative che utilizzino il design per proporre approcci possibili a problemi quotidiani che hanno a che fare con tematiche attualissime: dall’inclusività alla sostenibilità. È un tentativo di enfatizzare il ruolo del design nella sua componente funzionale, di utilizzarlo come un elegante strumento a servizio delle persone e della società.
Tony Chambers, co-curatore della mostra dice “Singapore è da molti anni terra del design progressista e sono lieto di contribuire a diffondere questo messaggio a un pubblico internazionale durante la Milano Design Week. Sono fiducioso che Future Impact lascerà un’impronta positiva e duratura.” È proprio da questa impostazione progressista, che trova le sue radici nella storia stessa della città, che nasce quella tensione verso l’innovazione che caratterizza Future Impact. E d’altra parte la relazione tra questo progetto e la realtà storica, sociale e culturale di Singapore è sottolineata dalla stessa Maria Cristina Didero, co-curatrice di Future Impact: “La scena del design contemporaneo di Singapore si caratterizza per lo spirito innovativo e futuristico. Singapore, il cui background culturale, sociale e politico si distanzia dall’Asia, ha saputo costruire un suo scenario culturale indipendente e florido e ha scelto di mostrarne i risultati presenziando alla Milano Design Week 2023 con un’esposizione che mostra la lungimirante abilità dei suoi designer nel connettere i prodotti più sostenibili e innovativi con le ultime tecnologie disponibili. La partecipazione di sei dei più importanti studi di Singapore, con opere e progetti mai visti prima, rende la mostra Future Impact un’incredibile opportunità per scoprire nuove prospettive e visioni e per immaginare il nostro futuro”.
Alcune delle opere che occupano questo spazio propongono uno spiccato elemento metaforico che favorisce la riflessione. Stiamo parlando di Bended Onyx, un ponte in Onice presentato da Nathan Yong che simboleggia il legame tra presente e futuro. Un invito a immaginare modalità alternative di concepire il vivere sociale che presuppongono una scelta consapevole nel presente che, in questo caso, si manifesta nel processo di lavorazione del materiale attraverso il taglio di sottili fogli di Onice e la successiva laminatura: una tecnica che riduce al minimo la quantità di scarto prodotto. Ma anche della lampada da terra Aiming for Peace, costituita da una base di frassino, un tubo di acciaio riciclati e un paralume dal forte richiamo floreale, realizzata da Gabriel Tan: un grido di speranza, un’invocazione alla pace ispirata al movimento Flower Power.
L’opera di Tiffany Loy in collaborazione con SUTD, Building Futures Line by Line, invece, indaga gli estremi della ricerca applicata all’oggetto: attraverso lo sviluppo di software innovativi e hardware automatizzati, Tiffany Loy colma una lacuna nel mondo della stampa 3D realizzando un prodotto che mantiene le proprietà del materiale tessile e si presenta con linee flessibili esplorando la tessitura del futuro.
Viewport Studio chiama in causa l’osservatore proponendo due prodotti ugualmente interessanti ma decisamente antitetici, l’uno fortemente materico, l’altro decisamente digitale. Da una parte, infatti, la collaborazione con l’italiana Equilibri che si basa sul riutilizzo di scarti metallici, dall’altra un progetto che fa largo uso di sistemi di AI.
La stessa collaborazione attiva da parte dei visitatori è richiesta da Studio Juju che presenta la sua OO Collection, una serie di cinque oggetti scultorei realizzati in Dekton e accomunati da fori circolari la cui funzione è lasciata all’interpretazione dell’osservatore. Così come si è chiamati a giocare un ruolo attivo nella fruizione degli oggetti, allo stesso modo OO Collection è un monito a prendere una posizione attiva sulle tematiche di inclusione e sostenibilità su cui l’intero progetto Future Impact si interroga.
Infine, lo studio Forest & Whale presenta Wallflower, un poster composto da tasselli colorati contenenti un seme che può essere piantato in un vaso prodotto sul momento con una stampante 3D, reinventando i codici del giardinaggio e trasformando i semi in opere d’arte nel solco del riconoscimento della centralità della natura.
Future Impact è la perfetta sintesi tra uno sguardo speranzoso verso il futuro e una forte spinta all’innovazione, nel tentativo di garantirsi un domani migliore.
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