Napoli si prepara a una delle più importanti operazioni di rigenerazione urbana degli ultimi decenni. Il progetto Napoli Porta Est interessa oltre 30 ettari di ex scali ferroviari e aree industriali situati in una posizione strategica tra Piazza Garibaldi, la Stazione Centrale, il Centro Direzionale e i quartieri orientali. L’obiettivo è trasformare un territorio oggi frammentato dalle infrastrutture in una nuova parte della città, caratterizzata da spazi verdi, servizi, nuove funzioni amministrative e un sistema di trasporti più integrato.

Il progetto punta soprattutto a ricucire la frattura tra il centro di Napoli e la zona orientale, generata nel tempo dalla presenza di binari, scali merci, grandi strade e insediamenti industriali. Porta Est dovrebbe quindi diventare una nuova porta di accesso alla città e un punto di collegamento tra aree che oggi risultano fisicamente separate.

Il masterplan di Zaha Hadid Architects

Il cuore architettonico dell’intervento è il masterplan sviluppato da Zaha Hadid Architects (ZHA). Lo studio propone un sistema urbano in cui edifici, paesaggio e infrastrutture non vengono progettati separatamente, ma diventano parti di un unico grande spazio pubblico.

L’elemento più riconoscibile è “Il Faro”, un complesso composto da due torri di circa 100 e 80 metri di altezza. Il progetto è stato pensato per accogliere la nuova sede centralizzata della Regione Campania, anche se la destinazione definitiva degli uffici potrà essere definita nelle successive fasi del programma.

Le torri sono concepite come un nuovo landmark per Napoli Est e sono integrate con piazze, percorsi pedonali e spazi pubblici alla base. L’obiettivo è evitare la creazione di un complesso amministrativo isolato e costruire invece un luogo attraversabile e utilizzabile anche dai cittadini.

Il grande parco urbano

Uno degli aspetti più importanti della trasformazione riguarda il verde. Oltre 15 ettari di ex aree ferroviarie saranno destinati alla realizzazione di un grande parco pubblico, modificando radicalmente il carattere di una zona oggi occupata prevalentemente da infrastrutture e superfici impermeabili.

Il progetto paesaggistico, sviluppato con il contributo di Martha Schwartz, considera il verde come una vera infrastruttura ambientale. Alberi e superfici permeabili contribuiranno a creare zone d’ombra, ridurre le temperature durante i mesi più caldi e migliorare la gestione delle acque meteoriche.

Sono inoltre previsti sistemi per il recupero delle acque piovane e superfici dedicate alla produzione di energia attraverso impianti fotovoltaici. La sostenibilità non viene quindi affrontata solamente alla scala degli edifici, ma diventa uno dei principi organizzativi dell’intero quartiere.

Il Green Stream e la mobilità lenta

All’interno del sistema verde avrà un ruolo centrale il Green Stream, un grande percorso ciclo-pedonale pensato per collegare Piazza Garibaldi e la Stazione Centrale con il Centro Direzionale.

Il percorso permetterà di superare alcune delle barriere create dalle infrastrutture ferroviarie e offrirà una nuova modalità di attraversamento dell’area. Il Green Stream funzionerà quindi contemporaneamente come parco lineare, collegamento urbano e spazio pubblico.

La mobilità rappresenta infatti uno degli elementi fondamentali di Porta Est. La vicinanza alla Stazione Centrale, alle linee ferroviarie regionali, alla metropolitana e al Centro Direzionale permette di immaginare un grande hub intermodale, nel quale treno, metropolitana, trasporto pubblico, biciclette e percorsi pedonali possano essere maggiormente integrati.

La bonifica delle aree industriali

La rigenerazione di Napoli Est deve confrontarsi anche con l’eredità industriale del territorio. Per decenni la zona ha ospitato raffinerie, depositi petroliferi, industrie e grandi infrastrutture logistiche, lasciando numerose aree dismesse e problemi di contaminazione dei terreni.

Il progetto si collega quindi alla bonifica del SIN Napoli Orientale, il Sito di Interesse Nazionale che comprende alcune delle aree maggiormente interessate dalle precedenti attività industriali. Circa 38 ettari dovranno essere sottoposti a interventi di risanamento ambientale, con la rimozione o il trattamento dei terreni contaminati.

La bonifica è una condizione essenziale per poter restituire questi spazi alla città e introdurre nuove funzioni pubbliche, residenziali, commerciali e di servizio. Nel lungo periodo, il processo di riconversione potrebbe interessare un territorio ancora più esteso, comprendendo anche altri grandi complessi industriali dismessi.

Il recupero del rapporto con il mare

La trasformazione della zona orientale comprende anche il recupero del litorale di San Giovanni a Teduccio. Nonostante la vicinanza al mare, questa parte della città è stata a lungo separata dalla costa a causa della presenza industriale e dei problemi legati all’inquinamento e al sistema fognario.

Un intervento fondamentale riguarda quindi il potenziamento e l’ammodernamento del depuratore di Napoli Est, insieme al miglioramento delle infrastrutture fognarie e ambientali. L’obiettivo è aumentare la qualità delle acque e favorire progressivamente il recupero e la fruibilità pubblica del litorale.

Il mare diventa così parte di una strategia urbana più ampia: non più il limite della zona industriale, ma un elemento da riconnettere ai quartieri e agli spazi pubblici.

Una trasformazione a lungo termine

Napoli Porta Est è un progetto complesso che coinvolge diversi soggetti, tra cui Regione Campania, Comune di Napoli, FS Sistemi Urbani ed EAV. La trasformazione sarà quindi realizzata progressivamente attraverso differenti lotti dedicati alle infrastrutture, agli edifici, al verde e alle bonifiche.

L’orizzonte complessivo è di circa 11 anni, anche se le tempistiche potranno variare in base alle diverse fasi progettuali e amministrative.

Napoli Porta Est non rappresenta quindi soltanto la costruzione di nuovi edifici, ma un tentativo di trasformare completamente il ruolo della zona orientale all’interno della città. Ex scali ferroviari, aree industriali e infrastrutture possono diventare nuovi parchi, collegamenti e spazi pubblici, creando una nuova centralità capace di mettere in relazione il centro di Napoli, il Centro Direzionale, i quartieri orientali e il mare.

Photo credits ©MIC-HUB


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