Riyadh è oggi uno dei cantieri creativi più osservati del pianeta, e il design ne è parte integrante. In questo scenario si inserisce ARTDOM Riyadh, che il 20 e 21 ottobre 2026 torna nella capitale saudita con la sua seconda edizione: un evento dedicato a interior design, architettura, arte e design da collezione, costruito intorno a esposizione, talk ed eventi privati.
I numeri dell’edizione 2026
Gli organizzatori parlano di oltre 80 brand, più di 6.000 visitatori, oltre 50 relatori e più di 15 talk pubblici. Il formato è quello di un evento su invito: la lista degli ospiti è curata e accoglie professionisti del design, dell’architettura, del real estate e del lusso, oltre a un pubblico privato fatto di collezionisti, proprietari di immobili, family office e appassionati.

Design Dialogues: il programma dei talk
Il cuore culturale dell’evento è il programma dei Design Dialogues, con sessioni in cui architetti, designer, sviluppatori, artisti e curatori discutono l’evoluzione del paesaggio progettuale saudita. Tre i filoni dichiarati: Living with Art, su come arte e oggetti da collezione plasmano gli interni privati; Vision 2030 and the Future of Saudi Development, sulla trasformazione urbana del Paese; Premium Private Interiors and Architecture, sul “quiet luxury”, la privacy e le aspettative dei clienti privati.
Il primo giorno, dalle 15, si parte con Vision 2030 e le iniziative più ambiziose del Regno, seguite da una sessione su sviluppo e ospitalità e da una sulla residenza privata di alto livello. Dopo la cerimonia di apertura al pubblico (18.30) il programma prosegue con l’arte contemporanea come strumento di identità saudita e con un confronto sullo stato dell’architettura nell’area MENA.

Il secondo giorno alterna temi molto diversi: il vivere con l’arte, il “nuovo comfort” degli uffici contemporanei, le caratteristiche dell’interior design premium in Arabia Saudita, dove tecnologie ultramoderne dialogano con tradizioni islamiche e culturali secolari. Spazio anche al ruolo delle donne nella società e nelle professioni artistiche, alla tutela del patrimonio culturale e, in chiusura, al “linguaggio internazionale” del design d’interni. Il programma prevede inoltre due sessioni dedicate ai rapporti tra Arabia Saudita e Russia in architettura, design, arte e commercio.

ARTDOM Design Map: gli interni pubblici più interessanti dell’Arabia Saudita
Tra le iniziative più interessanti c’è la Design Map, una guida, consultabile anche offline, ai luoghi del design nel Regno: ristoranti, hotel, gallerie, spazi benessere, showroom e grandi progetti pubblici. Il meccanismo è partecipativo: una open call (chiusa il 28 luglio 2026) ha raccolto le segnalazioni di studi, architetti e operatori; ARTDOM ha poi stilato una shortlist per categoria, sottoposta al voto della community online. I cinque finalisti di ogni categoria saranno scelti dai visitatori e la mappa definitiva sarà presentata il 21 ottobre.
Le categorie spaziano da hotel, caffè e ristoranti a musei e gallerie d’arte, grandi progetti di architettura pubblica, centri benessere e showroom di arredo. È, nelle parole dell’organizzazione, la prima selezione internazionale dedicata ai migliori interni pubblici sauditi.

I brand: molta Italia nel catalogo
Il catalogo online dei brand include nomi molto familiari al pubblico italiano del design, tra cui Cappellini, Minotti, Molteni, Flexform, Henge, Porada, Fiam e Technogym, accanto a marchi internazionali e a realtà locali. Un segnale della centralità che il Made in Italy continua ad avere nei mercati del Golfo.


Come partecipare
L’accesso è su invito e prevede due percorsi: il Pro Pass, per architetti, designer, sviluppatori, buyer, brand, gallerie e media, e il Private Pass, per collezionisti, proprietari e appassionati. Le richieste si inoltrano dal sito ufficiale artdom.com, dove si trovano anche il programma completo e il catalogo dei brand.

All images courtesy ARTDOM Riyadh.
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