Quando scorro sui social a “cervello spento”, c’è una cosa che riattiva istantaneamente i miei neuroni: gli scheletri di grosse creature del passato. Per questo motivo voglio parlare del nuovo Museo di Storia Naturale di Abu Dhabi, progettato da Mecanoo, studio di architettura nato in Olanda con sedi in varie parti del mondo, tra cui, appunto, Abu Dhabi. (Per altre testimonianze di questa passione, potete cliccare qui e anche qui)

Architettura plasmata dalla natura

Il Progetto è posizionato all’interno del Distretto Culturare di Saadiyat in un’area di 82.000 metri quadri di cui 35.000 coperti, rendendolo il Museo di Storia Naturale più grande dell’intero Medio Oriente. È stato concepito come un ecosistema plasmato dalle forze naturali, in cui l’architettura diventa un elemento geologico che si fonde con il paesaggio, trasformando il museo in un territorio in cui immergersi ed esplorare.

Un pattern pentagonale come modulo progettuale

L’edificio è costruito secondo un motivo pentagonale che si ispira alle strutture cellulari naturali, che viene modellato in modo dinamico per accogliere gli spazi museali e quelli connettivi. Lo stesso motivo viene ripreso anche per gli spazi aperti, dando al complesso un senso di continuità tra coperto e scoperto che accompagna il visitatore durante tutto il percorso espositivo. Lo stesso modulo viene estruso per formare dei piccoli palchi, sedute e fioriere per accogliere vegetazione di vario tipo.

Percorsi pedonali pensati per attirare la città

Il sistema di percorsi pedonali, costituito da tre assi principali e altri collegamenti secondari, si interseca con il tessuto circostante, unendosi alle istituzioni culturali già presenti sull’isola. Questi percorsi sono ad accesso libero, così da favorire la massima permeabilità dell’edificio e invitare i cittadini ad attraversare il lotto museale per assaggiarne gli spazi. Un grande atrio di ingresso, che sembra una caverna scavata nel volume dell’edificio, è il principale punto di collegamento tra la città e le gallerie espositive. Dei grandi lucernari garantiscono l’ingresso di luce naturale, per creare un gioco di luci e ombre sulle superfici interne che cambia ora per ora.

Il museo come nuovo elemento urbano e collettivo

Più che un semplice luogo espositivo, il Museo di Storia Naturale punta a diventare un luogo ben più ampio e poliedrico. L’obiettivo delle istituzioni era infatti quello di dar vita ad uno spazio culturale di approfondimento e ricerca scientifica che, grazie alla qualità dei suoi spazi e al suo carattere inclusivo, potesse diventare un punto di riferimento civico e turistico, dove esplorare e condividere. Tutto più semplice se si espongono imponenti fossile di diplodocus. (per intenderci, dinosauri dal collo lungo)

Credits foto ©Ossip Architectuurfotografie


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