Insieme con Donatella Cervi faremo un metaforico tuffo nell’acqua ed anche una vera immersione nel lago di Como, soprattutto un viaggio attraverso le sue passioni e progetti con alcune note curiose e persino misteriose che segneranno il suo percorso di sportiva, architetto e regista.

La vita di Donatella ha origine nella tintoria di famiglia, storico laboratorio nel centro di Como fondato nel 1880 dal nonno a cui seguiranno i negozi/lavanderia in Lombardia.

Da Como si trasferisce ancora bambina a Moltrasio in una casa particolare: luogo di un efferato delitto nel 1880 nei confronti di una donna famosa, pugnalata, chiusa in una valigia ancora viva e gettata nelle acque del lago. Questo episodio nel 1908 diventa una rappresentazione teatrale grottesca e nel 1966 la RAI realizza un film di cui poi si perderanno le tracce.

Un altro avvenimento importante che segna l’infanzia di Donatella è la scomparsa prematura del padre: uomo eclettico, ex pilota militare, sportivo, nuotatore, fondatore della prima società subacquea a Como che lo mette in contatto con l’architetto Luigi Mario Belloni, sovrintendente ai beni archeologici di Milano e presidente dell’Associazione Isola Comacina, uno dei luoghi storici e più antichi del lago di Como.

Lo sport è per Donatella il punto di riferimento: il nuoto e l’immersione subacquea, la vela, l’equitazione, il tennis, la corsa e la bicicletta la terranno a stretto contatto con il lago fino a quando deciderà d’intraprendere gli studi universitari d’architettura al Politecnico di Milano prima e quelli di regia cinematografica successivamente. Agli studi architettonici, per mantenersi unisce anche delle esperienze lavorative in Tv, che le lasceranno preziosi contatti per un futuro ancora sconosciuto.

Donatella Cervi si laurea con la tesi di archeologia subacquea “Isola Comacina, testimonianze oggettive ignorate dalla storia” grazie alla conoscenza dell’architetto Belloni e così l’architettura si fonde con la passione per il nuoto e l’immersione ereditati dal padre e soprattutto con l’archeologia nel subacqueo.

A questo punto il cerchio sembrerebbe essersi chiuso, ma……. ancora l’acqua ci porterà altre storie e sorprese. Con un progetto di parco archeologico vince una borsa di studio che la porta in Giordania, ha un’esperienza lavorativa a Londra e poi a Beirut e nel 1994 apre il suo studio, diventa consulente tecnico di fiducia del tribunale di Como, consegue vari attestati di fiducia.

Inizia l’attività lavorativa con vari progetti: il restauro del piroscafo Bisbino, un battello storico che una volta restaurato non navigherà più, ma resterà ancorato di fronte a Villa Carlotta come ristorante e caffè.

E poi il restauro conservativo di edificio storico a Como, il restauro stilistico di Villa Liberty a Como, la ristrutturazione di un attico sul lungolago della città, ristrutturazione di appartamento a Moltrasio, ristrutturazione edilizia e interior design di casa in Liguria tra i tanti lavori.

Si affiancano concorsi e convegni, allestimenti di mostre e la collaborazione con l’immobiliare Venturini.

Nel 2005, dopo un breve matrimonio, Donatella decide di cambiare rotta: s’iscrive ad una scuola di regia cinematografica di tre anni, anni che avendo come tutor l’ex assistente di Paolo Virzì, passa sul set di film importanti.

In seguito, a completamento del percorso, fonda Mediacreative project: progettazione di video, corti, documentari, format Tv, spot, video clip, trailer e film.

L’attività di regista inizia come aiuto regista in un programma di Sky legato al mondo sommerso con il recupero di relitti. Poi vengono i progetti personali di regista dove i suoi interessi e sogni si avverano con lo sport ed il sociale che vanno paralleli sempre grazie all’acqua.

La regia la porta a conoscere e collaborare con attori importanti come Paolo Onofri e Gian Marco Tavani: dal 2013 sino ad oggi è un susseguirsi di film: “ La mia seconda vita da record” nel 2013, “ Un Lario da record”nel 2014, “ Diversamente invincibile” nel 2015, “ 100 milioni di bracciate” nel 2017; sono tutti film e documentari che hanno come protagonisti disabili che attraverso imprese da record ottengono un “riscatto” dalla vita e tutti ottengono menzioni e riconoscimenti in festival vari e qualcuno anche tradotto in varie lingue. “La mia seconda vita da record” è girato in Puglia con finanziamenti della Regione e supportato dalla Folgore; “100 milioni di bracciate” è ora in concorso al festival di Baku dopo aver ricevuto varie menzioni.

Raccontano le storie di ragazzi disabili: un ragazzo paralizzato da vita in giù che rimane 40 ore in acqua, un ragazzino con sindrome di down che intraprende attraversate da record a nuoto. Sono storie di spessore, di cultura ma soprattutto di grande intensità emotiva.

L’ultimo progetto “Linea d’acqua”, serie tv di delitti e misteri, con cui Donatella ha vinto un bando di concorso del Ministero della Cultura, è ispirato a casi di delitti realmente accaduti e, ironia della sorte, ambientati nella casa di Donatella a Moltrasio, la famosa casa del delitto del 1880.

L’ultimo progetto legato allo sport ed al sociale, è un documentario legato ad un gruppo di parkinsoniani che si avvicina allo sport attraverso la boxe, senza contatto, con un metodo che stimola le persone a reagire. Si tratta di Obiettivo Everest, dove il gruppo di parkinsoniani viene accompagnato al campo base Everest da una guida alpina che ha già realizzato 4 ottomila senza ossigeno insieme ad un’equipe medica che si dedica allo studio del morbo di Parkinson.


Questo progetto avvicina un regista americano che ha già realizzato due film ed il terzo avrà l’epilogo con il trekking di un gruppo di parkinsoniani sulla via francigena in Sicilia; il film di Donatella inizierà con lo stesso gruppo che partirà dalla via francigena per arrivare al campo Everest.

Donatella è una gran viaggiatrice, non solo per il gusto di visitare altri luoghi, ma soprattutto per conoscere e aprire la mente, per sperimentare e ricercare qualcosa che sia sempre inedito e per dare un senso alla vita.

Il viaggio, dalle acque del lago, ha portato Donatella a vivere anche un’esperienza particolare sull’acqua, in Argentina sul delta del Paraná, nella riserva del Tigre: lì vivono le persone che cercano sfogo dalla grande metropoli Buenos Aires, grazie alle palafitte costruite già ai primi del ‘900 che si raggiungono con la barca.

Sono case bellissime in stili diversi a seconda della provenienza di chi le abita, con il concetto della palafitta perché il piano giorno è sollevato per permettere gli innalzamenti ed abbassamenti dell’acqua.

Donatella ha vissuto lì per tre mesi a casa di un’amica architetto che ha progettato la prima casa ecologica, immersa nella natura e circondata dall’acqua.

Altri cerchi si disegneranno ancora nell’acqua, cerchi concentrici che saranno nuove storie di Donatella, altre storie di questo piccolo angolo del lago di Como.