Living nei colori amaranto @ Carla A. Bordini Bellandi
È evidente, abbiamo bisogno di colore. Quasi per incanto, dopo decenni di bianchi algidi e vuoti, di grigi più o meno cromatici ma quasi sempre anonimi e passivi, il colore torna a rivestire gli ambienti dell’abitare. In ritardo rispetto all’uso scenografico e emozionale negli spazi commerciali e dell’accoglienza, un arcobaleno di tinte entra a far parte della quotidianità privata. La scelta di gamme cromatiche iperboliche non è affatto nuova in momenti di crisi; del resto, cromofobia e passione per il colore si sono avvicendati nel corso della storia.
Desiderio di personalizzazione, bisogno di comfort emotivo, voglia di creare scenografie avvolgenti e spazi-nido, protettivi e rassicuranti nei quali rifugiarsi per sfuggire alle immagini di una realtà esterna alle mura domestiche non sempre gradevole e accogliente: queste e altre ragioni potrebbero essere alla base del tramonto del minimalismo cromatico negli interni.

Le numerose e complesse funzioni annesse al colore vengono, però, spesso minimizzate, sminuite da chi lo considera un semplice accessorio, un abbellimento, l’applicazione di un velo di maquillage, relegandolo nel ruolo angusto e marginale di tutto ciò che non ha spessore e resta in superficie, denotando futilità e frivolezza.
Tornando indietro di un secolo, vorrei ricordare l’impiego puramente decorativo del colore che si è espresso nella raffinatissima policromia degli interni Art Nouveau concepiti da Hector Guimard, la cui visione dell’architettura è stata quella di un’arte “totale e totalizzante”, capace di fondere in sé la perfezione dell’armonia fra varie arti, di includere forme proprie della pittura, della scultura, del disegno. Volumi spettacolari, linee ondulate e sensuali, fogge e motivi biofilici stilizzati si combinano all’uso di cromatismi che nascono dall’osservazione della natura. I colori straordinariamente profondi o brillanti, realizzabili dopo la scoperta dei pigmenti chimici sintetici, si discostano però dalla banale imitazione del vero, rendendo l’opera dell’architetto un chiaro esempio di astrazione e di decorativismo cromatico.
Verdi bluastri e pallidi o freschissimi e luminosi, rosso lacca o desaturato, gialli cremosi, oro, insieme ai bruni morbidi e profondi del legno lucidato sono solo alcune delle tinte amate da Guimard, che contribuirono grandemente a generare l’estetica spettacolare e enfaticamente decorativa degli ambienti da lui concepiti, dei quali ferro battuto, vetro e pietra sono componenti essenziali.
Ne abbiamo la conferma, la capacità decorativa del colore è innegabile.
Contestando il perseguimento di un’estetica formale, esibita, decorata, Adolf Loos sposta invece la sua attenzione su un piano più intimista e soggettivo, nel superamento di concetti che ritiene inaccettabili. L’architettura è funzionale al benessere, sostiene, perciò deve suscitare emozioni, rendendo piacevole la vita di chi abita un interno. L’ornamento è delitto, afferma l’architetto, e il colore, lungi dall’essere definito decorazione, rappresenta una componente essenziale del progetto.
Villa Müller, progettata da Loos a Praga, è contraddistinta da un esterno razionalista, scarno e acromatico, che non svela al passante alcun dettaglio inutile. Oltre la soglia, l’interno si schiude rivelando spazi unici e segreti, sensuali, che non palesano, fra di loro, la benché minima continuità cromatica. La scelta di colori puri contribuisce a concepire un paesaggio immaginario vario e policromo, composto da stanze grandi o piccole che si dipanano lungo percorsi tortuosi, creati con lo scopo di garantire l’intimità e l’individualità necessari agli abitanti della casa. Lo spettacolo straordinario e irripetibile della vita viene abilmente messo in scena attraverso la progettazione di combinazioni cromatiche delicate o coraggiose, di audaci contrasti complementari abbinati alle tinte naturali del legno o dei marmi, alle loro superfici variamente materiche ed intrinsecamente preziose.
Il colore, qui, riflette la sensibilità dell’architetto per penetrare nella sfera intima dell’osservatore provocando emozioni che attingono da un immaginario simbolico collettivo o individuale, dimostrando quanto sia riduttivo definirlo soltanto un ornamento.
L’Optical Art, corrente sfociata dalle inquietudini e dagli ideali dei giovani londinesi fra gli anni ‘60 e i ‘70 con l’obiettivo di sperimentare forme d’espressione alternative capaci di portare alla liberazione dagli schemi predefiniti che governavano l’arte, ci permette poi di constatare l’ambigua mutevolezza del colore, la sua capacità di creare vere e proprie, convincenti illusioni. Per la prima volta il fruitore dell’opera, nata dall’interazione fra colori e motivi geometrici, gioca un ruolo attivo nel contesto dell’opera stessa: il meccanismo percettivo dell’osservatore rende possibile cogliere gli effetti illusori e dinamici tramite l’azione connessa di occhio e cervello.
I tappeti optical di Verner Panton, le caleidoscopiche carte da parati, mobili a motivi geometrici hanno arredato appartamenti dalle pareti dipinte in colori saturi e brillanti, creando ambienti psichedelici capaci, per loro conformazione, di attestare il desiderato scollegamento del presente da un passato ormai lontano anni luce.
Der Spiegel building, Amburgo © Verner Panton Design AG, Basel
Per Frank Mahnke però, grande esperto e progettista del colore, da sempre fautore del suo importante ruolo funzionale in ambito progettuale, l’iperstimolazione cromatica, tanto quanto l’ipostimolazione, provoca disturbi psicosomatici nell’uomo. Troppo spesso ci si dimentica della profonda influenza che il clima cromatico di un ambiente esercita su chi lo abita, migliorando, o peggiorando, la qualità della vita e il benessere psicofisico, oltre a ottimizzare la funzione dello spazio. La scelta dei colori adeguati e delle combinazioni cromatiche adatte non dovrebbe derivare, poi, dal gusto personale del progettista, bensì dalla sua competenza perché, asserisce Mahnke, “il colore non è soltanto decorazione”.
![]()
Arthur vi invita ad iscrivervi alla nostra Newsletter!!








