Un’icona industriale verso una nuova identità
Il progetto di riconversione delle Tres Xemeneies, l’imponente ex centrale termoelettrica situata nell’area del Besòs tra Barcellona, Sant Adrià de Besòs e Badalona, rappresenta uno degli interventi di rigenerazione urbana e culturale più ambiziosi della Catalogna contemporanea. L’iniziativa prevede la trasformazione di questo complesso industriale, simbolo del passato produttivo del territorio, nel nuovo Catalunya Media City, un hub dedicato alla formazione, alla ricerca, alla sperimentazione e alla produzione nei campi delle arti digitali, dell’audiovisivo e delle tecnologie emergenti.

Due studi, una visione condivisa
Il progetto nasce nell’ambito di un concorso internazionale promosso dalla Generalitat de Catalunya, al quale hanno partecipato 26 proposte preliminari. La proposta vincitrice è stata sviluppata dalla collaborazione tra lo studio barcellonese Garcés de Seta Bonet Arquitectes e lo studio internazionale MARVEL, con sedi a New York e Barcellona. L’unione tra questi due studi porta con sé una visione progettuale che combina esperienze diverse ma complementari, integrando una sensibilità locale profondamente radicata nel contesto catalano con un approccio globale e contemporaneo. Tale collaborazione è caratterizzata da una dimensione intergenerazionale e interdisciplinare che consente di affrontare la complessità del progetto con una prospettiva ampia, capace di coniugare memoria, innovazione e apertura internazionale. L’avvio dei lavori è previsto dopo l’estate del 2025, mentre la conclusione dell’intervento è stimata tra il 2027 e il 2028.
Tra memoria e trasformazione
Il progetto, significativamente intitolato “E la nave va” in omaggio al cinema di Federico Fellini, si fonda su una riflessione profonda sul rapporto tra passato e futuro, tra permanenza e trasformazione. L’intervento assume come principio guida la conservazione e la valorizzazione degli elementi essenziali dell’architettura industriale esistente, riconosciuta come un’icona del patrimonio catalano, affiancando a essa un sistema di nuove architetture in grado di introdurre funzioni contemporanee e di attivare nuove modalità d’uso. La strategia progettuale non mira a sostituire l’esistente, ma piuttosto a completarlo e reinterpretarlo, stabilendo un dialogo continuo tra ciò che è stato e ciò che potrà essere.


Cucire spazio, paesaggio e infrastruttura
In questo senso, la struttura originaria della centrale viene mantenuta quasi integralmente, mentre la nuova architettura si configura come un’estensione capace di connettere gli spazi interni con il paesaggio esterno. Il grande volume della sala turbine diventa così il fulcro attorno al quale si organizzano nuove relazioni spaziali e visive che mettono in connessione l’asse urbano Barcellona–Badalona con i limiti naturali del mare e della montagna. L’intervento sull’edificio esistente è volutamente minimo e mirato: i principali cambiamenti consistono in una serie di tagli trasversali che attraversano il volume, consentendo una transizione graduale tra il suolo naturale e il piano urbano. Questi dispositivi spaziali non solo migliorano la permeabilità dell’edificio, ma contribuiscono anche a creare una continuità tra interno ed esterno, tra architettura e paesaggio, rafforzando l’integrazione del complesso nel contesto territoriale.
Uno spazio pubblico che attiva la città
Uno degli aspetti centrali del progetto è rappresentato dalla volontà di trasformare le Tres Xemeneies in un luogo aperto, accessibile e condiviso, capace di funzionare come un vero e proprio catalizzatore urbano e metropolitano. Il progetto introduce una serie di spazi pubblici concepiti come luoghi di incontro, socializzazione e attività culturali, nei quali si intrecciano funzioni ricreative, educative e produttive. La presenza di aree verdi e dispositivi per l’interazione collettiva contribuisce a definire un ambiente inclusivo e dinamico, in grado di accogliere una pluralità di utenti.
La facciata nord dell’edificio viene aperta per ospitare un balcone panoramico affacciato sulla costa di Badalona, offrendo una nuova prospettiva sul paesaggio marittimo, mentre la copertura accessibile diventa un punto privilegiato di osservazione e connessione visiva tra Barcellona, Sant Adrià de Besòs e Badalona. Allo stesso tempo, il progetto prevede un significativo miglioramento dell’accessibilità dell’area, con particolare attenzione ai collegamenti con la spiaggia e ai percorsi pedonali e ciclabili, rendendo il sito pienamente integrato nella rete urbana e facilmente fruibile sia dai residenti sia dai visitatori.

Dalla produzione energetica alla sostenibilità
La dimensione ambientale costituisce un altro elemento chiave dell’intervento. Il progetto si propone infatti di trasformare una infrastruttura originariamente caratterizzata da un forte impatto ambientale in un modello virtuoso di sostenibilità. A tal fine, vengono adottate strategie che mirano a ridurre l’impronta ecologica dell’edificio lungo tutto il suo ciclo di vita. L’installazione di circa 4.500 metri quadrati di pannelli fotovoltaici sulla copertura consente la produzione di energia rinnovabile in grado di compensare una parte significativa dei consumi legati alla climatizzazione e all’illuminazione. Parallelamente, l’impiego di principi di architettura passiva e di soluzioni bioclimatiche contribuisce a ridurre la domanda energetica, migliorando le prestazioni complessive dell’edificio. La scelta di preservare e riutilizzare la struttura esistente rappresenta inoltre una strategia fondamentale per limitare il consumo di nuove risorse e ridurre l’impatto ambientale dell’intervento.
Un’infrastruttura per la creatività contemporanea
All’interno di questo quadro, le Tres Xemeneies diventano il cuore operativo del Catalunya Media City, accogliendo un programma funzionale estremamente articolato e orientato a promuovere innovazione, creatività e sviluppo tecnologico. Il complesso ospiterà attività formative rivolte a circa 2.500 studenti all’anno, tra cui percorsi di formazione professionale promossi dal Dipartimento dell’Istruzione, configurandosi come un importante polo educativo. Accanto a queste funzioni, saranno presenti spazi dedicati alla ricerca e all’innovazione, che includono residenze per creativi, incubatori d’impresa e collaborazioni con università e partner del settore industriale, favorendo la nascita di nuove sinergie tra mondo accademico e sistema produttivo.

Lo spazio come esperienza
Un ruolo centrale sarà svolto dagli spazi espositivi ed esperienziali, tra cui la grande sala situata al terzo piano, un ambiente open space di 5.600 metri quadrati con un’altezza di circa 17 metri. Questo spazio, caratterizzato da proporzioni monumentali e da una notevole flessibilità, è progettato per ospitare una vasta gamma di eventi, dalle installazioni immersive alle performance, fino a grandi esposizioni, con una capacità che può raggiungere le 4.500 persone. Le caratteristiche strutturali della sala, tra cui la robustezza dei solai, la presenza di accessi superiori e la possibilità di sospendere attrezzature, la rendono paragonabile ai grandi spazi espositivi internazionali dedicati all’arte contemporanea e agli eventi culturali.
Tecnologie, produzione e sperimentazione
Il complesso sarà inoltre dotato di una vasta gamma di infrastrutture tecniche avanzate dedicate al settore audiovisivo e digitale. Tra queste si trovano un auditorium di 500 metri quadrati con una capienza di circa 250 posti, una sala immersiva di circa 400 metri quadrati con un’altezza di otto metri, uno studio principale di dimensioni analoghe e due studi più piccoli di circa 200 metri quadrati con un’altezza di sei metri, oltre a un laboratorio di 250 metri quadrati con un’altezza di cinque metri. A questi si aggiungono studi di registrazione, sale di missaggio, ambienti per il color grading e il montaggio, nonché una serie di spazi polifunzionali di diverse dimensioni. Il centro comprenderà inoltre due laboratori dedicati all’esperienza utente, un’officina, un fabrication lab, una biblioteca di circa 1.500 metri quadrati e numerose sale riunioni, configurandosi come un’infrastruttura completa e altamente specializzata per la produzione e la sperimentazione digitale.

Esperienze progettuali a confronto
Il valore del progetto è ulteriormente rafforzato dalla qualità del team coinvolto. MARVEL porta un’esperienza consolidata nell’integrazione di nuovi programmi all’interno di edifici storici, come dimostrano interventi quali St. Ann’s Warehouse e New Lab a New York, mentre Garcés de Seta Bonet Arquitectes si distingue per un approccio progettuale che pone al centro il dialogo tra luogo, storia e contemporaneità, come evidenziato in opere quali le stazioni della Linea 9 della metropolitana di Barcellona e l’ampliamento del Museo Picasso. L’approccio di quest’ultimo studio si fonda su tre principi fondamentali, ovvero la centralità del luogo, il confronto tra esistente e nuovo e la ricerca dell’essenzialità, elementi che trovano piena espressione anche in questo intervento.
Un nuovo paesaggio culturale
Nel suo complesso, il progetto per le Tres Xemeneies si configura come un’operazione strategica di grande rilevanza, capace di coniugare memoria industriale, innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale. Attraverso la trasformazione di un’infrastruttura del passato in un centro dedicato alla creatività e alla produzione contemporanea, l’intervento contribuisce a ridefinire il ruolo dell’area del Besòs all’interno della metropoli barcellonese, rafforzando le connessioni urbane e sociali e proponendosi come un nuovo punto di riferimento internazionale per la cultura digitale e l’architettura contemporanea.

Se ne avete l’opportunità, date un’occhiata qui al sito ufficiale dello studio MARVEL e qui a quello dello studio Garcés de Seta Bonet Arquitectes.
photo credits courtesy Garcés de Seta Bonet Arquitectes
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