Dagli anni ‘60, Gufram ha iniziato a rivoluzionare l’estetica dell’interior design moderno con oggetti scultorei iconici realizzati in materiali innovativi e che si ispirano a diversi movimenti artistici, come le avanguardie e il naturalismo.

Proprio ispirandosi a questi ultimi, l’azienda piemontese ha introdotto sul mercato la serie Cactus, un appendiabiti da terra disegnato nel 1972 da Guido Drocco e Franco Mello che descrive perfettamente il design pop degli anni ‘70. Vuole essere giocoso e spaesante: grazie alle sue dimensioni umane e alla sua morbidezza, diventa un personaggio della casa con quattro braccia.

Fa parte del gruppo di mobili conosciuti come “Sculture Domestiche”: oggetti che riescono ad essere il punto di contatto tra il mondo artistico e quello del design: per questo non è possibile vederlo solo in alcune dimore, ma è esposto anche in rinomati musei.

Questo oggetto quotidiano ha rivoluzionato notevolmente il paesaggio domestico. Prima di tutto, perché è stato concepito come elemento decorativo, prima di avere una funzione precisa, ovvero quella di appendiabiti. In secondo luogo, perché demolisce il confine tra spazi interni ed esterni, anche grazie al tipo di materiale in cui è realizzato (poliuretano espanso).

La prima versione presentata al pubblico fu verde smeraldo ma viene riprodotta regolarmente secondo lo stile del momento: ad esempio, nel 2012 in occasione dell’anniversario del primo esemplare, fu realizzata una versione arancio-lime battezzata MetaCactus.

Importante è l’attenzione che Gufram pone nella produzione: ogni pezzo è realizzato utilizzando lo stampo originale del 1972 ma viene rifinito a mano, nonostante sia realizzato secondo un processo industriale.

La notorietà di questo Cactus ha permesso a Gufram alcune collaborazioni extra settore, tra cui è importante citare quella con Citroen, da cui è nata la C4 Cactus Unexpected by Gufram, o quella con Paul Smith.