Una ninna nanna rilassante, una presenza costante e accogliente sempre pronta a sostenere e a proteggere: la poltrona Mama è una vera icona di comfort e familiarità.
Progettata da Denis Santachiara per Baleri Italia, nasce da un’immagine primaria, quella della figura materna come spazio di cura, e la traduce in un oggetto capace di coniugare finalità, memoria e benessere domestico.
Priva di spigoli, morbida e rotonda, Mama si configura come una piccola architettura organica. La sua esclusiva funzione a dondolo coinvolge l’intero corpo, dalla testa ai piedi, mentre il poggiatesta regolabile in altezza consente la completa adattabilità di ciascuna postura. Il basculamento, poi, non è un semplice dettaglio tecnico, ma il vero cuore del progetto: il movimento ondulatorio, infatti, diviene compiutamente esperienza sensoriale, un gesto lento che accompagna e sostiene.
La struttura interna in acciaio garantisce invece solidità e durata nel tempo; l’imbottitura in poliuretano flessibile, schiumato a freddo, avvolge il corpo in modo ergonomico, distribuendo il peso e favorendo un rilassamento progressivo. La tecnica costruttiva dialoga con la dimensione emotiva, trasformando la seduta in un autentico abbraccio.

La madre come archetipo formale nella storia dell’arte
La figura materna è da sempre associata a forme avvolgenti e volumi pieni. Dalle Veneri paleolitiche fino alle Madonne medievali, il corpo della madre è rappresentato come luogo di creazione, accoglimento, cura, dotato di superfici morbide, contorni curvilinei, forme che smussano e custodiscono.
Nel Rinascimento questa iconografia si consolida, diventando ancor più naturale: le opere di Raffaello e Leonardo, in effetti, suggeriscono un gesto materno fatto di inclinazioni leggere, di mani che sostengono, di composizioni circolari che guidano lo sguardo in un movimento presente, continuo, suadente, un ritmo visivo che richiama il dondolio. Mama si inserisce in questa tradizione simbolica, traducendo l’archetipo del grembo in una forma tecnicamente ed emotivamente concepita per l’ergonomicità.

Il dondolio come memoria corporea e culturale
L’esercizio del cullare, del resto, ha attraversato culture e secoli. Tanto le culle sospese nelle abitazioni rurali quanto le sedie a dondolo ottocentesche, perfino le amache diffuse in molte tradizioni, affermano infatti il medesimo principio, la stessa concezione: l’oscillazione intesa come strumento di calma.
Questo ritmo dialoga con una memoria corporea profonda, legata al battito e al respiro. L’oscillazione lenta crea uno spazio intermedio tra veglia e riposo, favorendo la percezione della sicurezza. Mama rielabora questa eredità culturale in chiave contemporanea, facendo del movimento un elemento strutturale e non accessorio.

Abitare come esperienza affettiva
Mama trova spazio nel soggiorno come nucleo pulsante della zona living, nella camera da letto come luogo di quiete, ma anche in ambienti contract come hotel e lounge, dove il comfort diventa parte dell’identità dello spazio. La sua presenza non è invasiva, ma accogliente, a tutte le latitudini.
In un contesto spesso contrassegnato da rigidità formali e ritmi accelerati, una seduta basculante e senza spigoli non può che assumere un significativo valore culturale. Progettare un oggetto che culla significa riconoscere il ruolo della salute emotiva in seno all’abitare contemporaneo: la poltrona diventa così una piccola dimora nella dimora, un grembo ospitale in cui ritrovare lentezza e continuità.

Progettare il ritorno alla quiete
L’idea alla base di Mama è quindi quella di tradurre in forma un gesto antico e familiare. Il dondolio viene integrato in una struttura solida ed ergonomicamente congegnata, dove tecnica e simbolo coincidono; la robustezza dell’acciaio e la morbidezza dell’imbottitura lavorano insieme per offrire sostegno e protezione.
Il risultato è una poltrona che avvolge e accompagna, e che attraverso la continuità delle linee e il suo andamento ritmico restituisce al corpo una sensazione primaria di fiducia. Mama interpreta il design come gesto di cura, trasformando l’archetipo materno in esperienza concreta di confortevolezza e calore.

Photos Courtesy Baleri
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