L’orologeria è una di quelle attività di cui ho sempre subito il fascino, uno di quei fascini suscitati da un certo velo di mistero e solennità che le avvolge e che, per mancanza di tempo o per pigrizia, non ho mai tentato di sollevare.

Qualche giorno fa, per continuare a raccontarvi delle botteghe storiche milanesi, ho deciso di far visita all’orologeria Sangalli, negozio ultracentenario nel centro di Milano, da cui sono uscito incantato e ancor più curioso dei meccanismi che si nascondono dentro i quadranti e le casse di legno.

Il negozio fu fondato nel 1900 e, dopo venticinque anni di attività svolta in via Verri, si spostò in via Bergamini 7, tra il Duomo e l’Università Statale, sede che tuttora occupa. Anche l’arredo del negozio è stato mantenuto in gran parte, dagli espositori al soffitto cassettonato e alla boiserie, entrambi in legno. La gestione del negozio è in mano alla quarta generazione familiare che con l’impegno di Giuliano Sangalli e dei figli Andrea e Davide ne porta avanti la tradizione.

Oltre all’offerta, più consueta, di orologi da polso, ci sono molti prodotti ricercati e raffinati. Tra questi spicca senz’altro la selezione di orologi a pendolo, non solo da parete e da tavolo, ma anche in maestosi modelli da salone, in stile e contemporanei. Tra questi, Andrea ci mostra le pendole del marchio Comitti of London e ci racconta con passione l’origine delle tre suonerie di queste pendole, che arrivano tutte dai rintocchi di tre torri campanarie di Londra: quella del Big Ben, quella di Whittington e quella di St. Micheal.

Sangalli ha anche la più ampia e variegata esposizione in Italia di orologi a cucù, oggetti estremamente affascinanti. I modelli sono tantissimi, sia meccanici sia a batteria, e arrivano tutti dalla Foresta Nera, patria dell’orologio a cucù. In molti di questi orologi, allo scoccare dell’ora, non c’è solo il cuculo che spunta fuori dalla sua finestrella, ma anche automi che, accompagnati da suonerie elaborate, riproducono scenari bucolici montani: un uomo che ferra un cavallo, due caprette che si incornano. Il tutto realizzato in modo meccanico, con carica giornaliera o settimanale. Esistono poi anche modelli “contemporanei” a batteria, dal design attuale e realizzati in Italia.

Per ultimi, Andrea ci mostra un’altra chicca del negozio, i carillon, ed è stata anche la prima volta che ne ho visti di così belli. La selezione esposta è interessantissima e i modelli sono molto vari per dimensione. In alcuni ci sono fino a 144 note, in grado di riprodurre melodie nella loro versione orchestrale, coprendo una vasta estensione sonora anche nei suoni più gravi. Andrea è anche organista, quindi tra musicisti parliamo brevemente delle suonerie, che all’ascolto suonano molto espressive e ricche di dinamiche, risultando quindi non piatte e meccaniche, come ci si aspetterebbe da un meccanismo appunto, ma come se ci fosse un esecutore a suonare.

Visitare l’orologeria Sangalli è stato un po’ come visitare un museo, grazie anche alla gentilezza del personale e all’interesse con cui al cliente vengono raccontate e spiegate le particolarità di ogni orologio. E come in un museo, sono rimasto colpito da alcune opere d’arte. Credo, infatti, che presto un orologio a cucù varcherà la soglia di casa mia.