Come abbiamo già raccontato in questo magazine (ad esempio qui), ultimamente l’Albania sta vivendo un momento molto fiorente per quanto riguarda l’architettura e l’urbanistica grazie a numerosi interventi sul territorio che hanno attirato anche grandi firme da tutto il mondo. Uno degli ultimi esempi di questo trend è l’insediamento urbano chiamato The Veil, realizzato da Bofill Taller de Arquitectura, studio con sede a Barcellona fondato nel 1963 da Ricardo Bofill (lo stesso studio di questo progetto). Siamo a Dhërmi, un paese nel sud dell’Albania, lungo la costa che si affaccia sul mar Adriatico all’altezza di Otranto.


Il costruito si adagia al terreno costiero
Il progetto ha riunito due diversi lotti caratterizzati da una folta foresta e da pendii e avvallamenti tipici della costa albanese. Il quartiere è stato quindi posato come se fosse un velo (da qui il nome The Veil), adattandolo alla topografia locale e accentuandone i movimenti. Questo approccio ha evitato la realizzazione scavi complessi e contestualmente conferito carattere e dinamismo all’abitato. Al centro di questo Velo sono state raccolte le funzioni pubbliche e ricettive, tutto attorno invece trovano spazio le abitazioni e gli spazi privati.


Materiali locali e colori naturali per una migliore integrazione con il contesto
Lo sviluppo comprende 366 appartamenti e 77 ville disegnati secondo 16 diverse tipologie, tutti accomunati dalla presenza di un basamento realizzato con pietra locale, e viene modellato da una rete di sentieri e scale che collegano i vari blocchi adagiati ai livelli imposti dal terreno. Altri aspetti comuni delle varie tipologie sono il trattamento delle facciate, tutte realizzate con lastre di cemento e ceramica smaltata, e la presenza di grandi aperture che si affacciano sul mare e sulla foresta, per enfatizzare ancora una volta il rapporto con l’intorno naturale.


Il minor impatto possibile per la vegetazione
Fin dalla fase progettuale lo studio spagnolo ha limitato la rimozione degli alberi esistenti, modellando e adattando il masterplan alle esigenze della foresta e anche negli spazi aperti tra un edificio e l’altro la vegetazione ha mantenuto il suo corso e il suo naturale sviluppo. L’utilizzo del verde per le superfici esterne rende i vari blocchi quasi mimetici e li confonde tra le fronde della foresta. La domanda, perô, sorge spontanea: trattandosi di alberi caducifoglie, come faranno a nascondersi durante l’inverno?

Photo Courtesy of Bofill Taller de Arquitectura
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