Qualche settimana fa è stata inaugurata l’espansione del New Museum di New York, il primo edificio culturale realizzato dallo studio OMA nella grande mela (l’avevamo anche inserito nella lista delle architetture più attese del 2025, l’apertura è andata un po’ più lunga). L’edificio sorge accanto a quello realizzato nel 2007 dallo studio giapponese SANAA per rispondere al sempre crescente numero di visitatori e alla necessità di ampliare gli spazi espositivi per poter accogliere nuove collezioni e nuovi allestimenti.

Due individui connessi tra loro
Il punto di partenza del progetto è stata una riflessione sull’approccio da sostenere rispetto all’edificio esistente. Non è così usuale, infatti, andare ad ampliare un edificio realizzato così pochi anni prima e in un contesto dimensionale così simile e speculare. La sede newyorkese dello studio, diretta da Shohei Shigematsu, ha quindi improntato l’iter creativo sul concetto di coppia. Un insieme composto da due entità diverse ma altamente connesse.


Una facciata volumetrica per ridefinire gli spazi verso la città
Se in termini di suddivisione dei piani e distribuzione funzionale tutto riprende la sezione esistente, in termini volumetrici e stilistici tutto viene stravolto. La facciata del nuovo New Museum è infatti caratterizzata da una forma volumetrica irregolare. A piano terra si arretra rispetto al fronte strada per creare un nuovo ingresso, si riallinea nei piani intermedi e arretra nuovamente nei piani superiori, per creare delle terrazze aperte e spostare l’attività museale anche all’esterno.
Questo volume così articolato accoglie, oltre all’ingresso al piano terra, le scale che collegano i vari piani e gli spazi espositivi. All’interno di questi sono stati realizzati dei tagli sull’edificio di Sanaa per avere la possibilità di creare esposizioni continue che passino da un blocco all’altro.


© Jason Keen
© Jason O’Rear
Un abito per il giorno e uno per la notte
La facciata è trattata con grandi vetrate rivestite da una rete metallica che di giorno scherma il museo dalla luce solare, mentre di notte lascia trasparire gli spazi interni verso la città e mette in mostra lo scalone principale in un gioco di contrasti tra verticali e diagonali. Sulla parte superiore della facciata le terrazze generano dei tagli triangolari che spezzano la continuità della rete metallica e offrono visuali privilegiate verso lo skyline di Manhattan.


© Jason Keen
© Jason O’Rear
Cover photo © Jason O’Rear
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