A Tel Aviv lo studio di architettura israeliano Pitsou Kedem Architects ha trasformato due abitazioni nell’antico Porto di Jaffa affacciato sul Mar Mediterraneo, in “grotte moderne” conservandone il carattere dell’architettura originale. Partiamo dal primo progetto in cui il susseguirsi dei locali voltati era il frutto di stratificazioni di centinaia di anni. Gli architetti hanno deciso di ristabilire un ordine tra gli spazi creando un percorso fluido all’interno della casa.

Già dalla porta d’ingresso, realizzata in ferro e vetro, il motivo ad arco anticipa esternamente l’elemento che ricorrerà anche all’interno. Il colore nero della lamiera che disegna la soglia di accesso all’abitazione si sovrappone ai colori chiari delle pareti, un contrasto forte che viene mitigato dal blu del cielo e del mare che insieme alla luce filtrano dalle finestre. Queste grandi aperture, di cui alcune realizzate ex novo, creano prospettive sul suggestivo paesaggio marino e illuminano tutti i locali della casa che originariamente risultavano bui.

Passando da una stanza all’altra non ci sono porte ma soglie da attraversare in cui gli archi sono ricoperti dalla stessa lamiera scura che esalta le geometrie esistenti e diventa l’escamotage per nascondere i vani tecnici e gli elementi tecnologici. Lo stesso materiale viene utilizzato per rivestire nicchie, creare scaffali e arredi fissi che emergono come incastonati nelle pareti bianche intonacate.

Il punto più incantevole della casa è la cucina dove la finestra sul mare diventa sfondo per l’elegante isola Artex prodotta da Poliform. Per l’illuminazione del banco da lavoro è stata scelta una luce led che nella sua semplicità si aggancia leggera alla cupola in ciottoli e calce a vista. Gli architetti hanno deciso di ripulire questo elemento architettonico dalle sovrapposizioni storiche e di lasciare così la copertura nella sua essenzialità.

Il tema dell’arco ritorna anche nel disegno della dispensa nascosta dietro una griglia metallica che lascia intravedere l’arredo retrostante.

Per quanto riguarda gli arredi, nella zona pranzo è stato scelto il tavolo Clay di Desalto, le sedute sono firmate da Charles & Ray Eames e il lampadario Bolle è di Gallotti&Radice mentre nella zona living ritroviamo il divano Ploum dei fratelli Bouroullec e le sedute This di Stefan Diez.

Il pavimento, oggi rifinito in lastre di cemento e graniglia, originariamente presentava diversi dislivelli che in ogni stanza sono stati abbassati o alzati per creare omogeneità tra gli spazi.
L’unico elemento di colore è dato dalla sedia gialla posizionata nel piccolo angolo studio ricavato sotto una delle volte, un tocco originale ma che si armonizza con il resto della casa.

Ai margini del porto di Jaffa, c’è un’altra abitazione su cui gli architetti sono intervenuti e la cui cifra stilistica è chiaramente riconoscibile.

In questo caso i locali si sviluppano attorno ad un patio centrale riportato in continuità con l’interno attraverso un’unica pavimentazione in cemento levigato. Le cornici in bronzo scuro delle finestre ruotano su un perno centrale per lasciare completamente libere le aperture che collegano il patio con le stanze della casa.

L’elemento ordinatore del progetto è un rivestimento in lamiera chiara che si sviluppa lungo tutte le pareti e nasconde gli impianti tecnologici. I mobili sono progettati su misura nel rispetto dell’esistente e nel rincorrersi di archi e volte in pietra, il mare spunta in lontananza, di nuovo spettatore silenzioso di tanta meraviglia.

Photo credits: ©Amit Geron