A Sydney una casa degli anni Ottanta, trasformata e ampliata alla fine degli anni Novanta, diventa un rifugio domestico luminoso, accogliente e con grandi performance. Il progetto Hidden Garden House, firmato da Sam Crawford Architects, studio con base a Sydney, nasce dalla richiesta dei committenti di ripensare l’abitazione non aumentando la quantità degli spazi, ma migliorandone qualità, funzionalità e comfort ambientale.

L’intervento parte da una condizione critica: il piano terra era umido, buio e freddo, mentre il piano superiore risultava caldo e poco efficiente. La casa, collocata all’interno di una conservation zone, richiedeva quindi una trasformazione radicale, capace di ricucire ambienti disconnessi e di costruire un nuovo rapporto con la luce, il verde e gli spazi esterni.

Da casa disfunzionale a rifugio urbano

La risposta progettuale è stata quella di demolire il padiglione posteriore esistente e realizzare un nuovo volume aperto verso il giardino, caratterizzato da una parete vetrata alta 4,5 metri e da un tetto verde nascosto. L’intervento trasforma così la parte più fragile della casa in un nuovo dispositivo spaziale, capace di portare luce, profondità e continuità visiva.

L’elemento più riconoscibile del progetto è il nuovo roof garden, pensato come una piccola oasi privata al servizio della camera principale. Il bagno en suite viene spostato dalle zone più interne della pianta e collocato all’interno del nuovo giardino pensile, dove vegetazione e schermature in legno garantiscono privacy senza chiudere il rapporto con il cielo e con il verde.

La copertura, modellata come una superficie inclinata e vegetale, protegge dagli sguardi del quartiere e permette agli abitanti di vivere uno spazio esterno intimo, sospeso tra interno domestico e paesaggio urbano. La palette materica è volutamente sobria: pareti bianche, arredi in legno, pavimenti in pietra calcarea e dettagli curvi contribuiscono a costruire un’atmosfera calma e coerente, lasciando spazio a piccoli momenti di sorpresa.

Luce, ventilazione e comfort passivo

L’accesso dalla strada avviene attraverso una piccola porta inserita in un alto muro ricoperto di edera, traccia delle scuderie ottocentesche che occupavano in passato il sito. Un lucernario ampliato illumina una delle aree un tempo più buie dell’abitazione, mentre un nuovo pozzo di luce porta illuminazione naturale ai bagni e alla lavanderia. Al piano terra, le grandi aperture verso il giardino favoriscono la continuità tra interno ed esterno, mentre le finestre clerestory apribili permettono la ventilazione naturale.

Il progetto lavora con attenzione su apporto solare e ventilazione trasversale, riducendo al minimo il bisogno di riscaldamento in inverno ed eliminando la necessità di aria condizionata in estate. Il risultato è una casa che non punta sull’aggiunta di metri quadrati, ma su una diversa intelligenza dello spazio: più luce, più comfort, più relazione con il verde.

Photo credits: © Tom Ferguson


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