Il Salone del Mobile.Milano non è semplicemente un’esposizione di progetti e nuove tendenze, ma anche e soprattutto un’occasione per leggere il design oltre il prodotto, come lente culturale in grado di interpretare presente e passato. In questo scenario si inserisce la mostra ABITO, visitabile durante i giorni della manifestazione presso il Centro Congressi Stella Polare (porta Sud). Promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e curata dallo studio Palomba Serafini Associati – che ne firma concept, curatela e allestimento – l’esposizione dà forma a un racconto coerente e rappresentativo per tradurre contenuti culturali in una narrazione visiva e spaziale. Oltre che artistica!
Il progetto tra corpo e spazio, attraverso la moda
Il titolo sintetizza il concept: abito come vestito e come verbo ‘abitare’. Due dimensioni che definiscono il rapporto tra individuo e spazio, tra identità e comportamento. Al centro della mostra c’è l’evoluzione del ruolo della donna, letta attraverso la trasformazione dell’abbigliamento femminile. Dalla rigidità delle silhouette del primo Novecento alla progressiva libertà di movimento, ogni passaggio segna un cambiamento più profondo, che riguarda l’accesso allo spazio pubblico e il modo di vivere la quotidianità. A guidare il progetto è lo studio Palomba Serafini Associati, fondato da Ludovica Serafini e Roberto Palomba, già più volte Testimonial del Design per la Giornata del Design Italiano nel Mondo e partner della Farnesina in iniziative di promozione internazionale del design italiano. Come sottolineano i curatori: “La mostra indaga la relazione socio-cronologica tra la moda femminile e il design, in cui il ruolo della donna viene interpretato come metafora e specchio delle evoluzioni della società”.
ABITO: dialogo tra memoria e contemporaneità
Sviluppandosi attraverso un percorso cronologico che mette in relazione abiti storici e oggetti iconici del design italiano, i primi provengono dall’archivio storico della moda della Collezione Quinto Tinarelli, una raccolta che attraversa oltre un secolo di storia, dal 1900 a oggi. Accanto a questi, una selezione di arredi e prodotti Made in Italy – firmati da aziende come Cassina, Flos, Kartell e B&B Italia, e molte altre – ancora in produzione a testimonianza della dimensione senza tempo del design italiano, evidenziando tappe fondamentali dell’evoluzione del progetto. A scandire il percorso, anche dieci scatti fotografici firmati da Roberto Palomba. Il confronto mette in luce una differenza sostanziale: mentre il design tende a durare nel tempo, la moda segue la stagionalità.
È proprio questa natura a rendere gli abiti testimonianze preziose, capaci di restituire l’identità culturale di un’epoca, come sottolineano Ludovica Serafini e Roberto Palomba:“A confronto, oggetti di design Made in Italy ancora in produzione e abiti che, al contrario, seguono la stagionalità della moda. Proprio per questo, gli abiti esposti assumono il valore di preziose testimonianze di un determinato momento storico e culturale, un modo per non perdere la memoria collettiva”.
ABITO e la strategia culturale
Oltre il racconto e l’esposizione, c’è una visione. ABITO rappresenta infatti la prima tappa di un progetto itinerante destinato a viaggiare nella rete diplomatica italiana: ambasciate, consolati e Istituti Italiani di Cultura. L’obiettivo è rafforzare il ruolo del design come strumento di diplomazia culturale, capace di comunicare l’identità italiana a livello globale. In questo senso, il Made in Italy si conferma non solo come sistema produttivo, ma come patrimonio culturale, e il Salone del Mobile.Milano ne è una delle espressioni più riconosciute a livello globale.
SALONE DEL MOBILE.MILANO – DAL 21 AL 26 APRILE, H 9:30 – 18:30
RHO FIERA MILANO – CONGRESS CENTRE
STELLA POLARE (SOUTH ENTRANCE)
Photo courtesy Palomba Serafini Associati
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