Tutti siamo esposti quotidianamente a una certa dose di radiazioni ultraviolette (UV); dalla luce del Sole, ma anche da fonti artificiali. Le radiazioni UV coprono quella porzione dello spettro elettromagnetico che varia in base alla sua lunghezza d’onda.

In particolare la luce UV-C, gestita adeguatamente, è in grado di uccidere batteri e virus ed è utilizzata da anni nel settore medico, alimentare e per la pulizia delle acque.
Dunque, è facile immaginare come oggi, con la diffusione drasticamente galoppante del Covid-19, siano aumentate le richieste di prodotti adatti a sterilizzare ambienti e oggetti velocemente.

© Signify / Philips

Abbiamo messo a confronto due lampade da interno che utilizzano raggi ultravioletti: la prima è Philips UV-C, presentata da Signify. Con questa lampada si può disinfettare, ad esempio, un soggiorno di media superficie in circa 45 minuti, mentre una camera da letto in 30 e un bagno in circa 15. Da notare come nei test documentati, le sorgenti di luce UV-C hanno ridotto, in appena 9 secondi, la carica virale del SARS-CoV-2 presente su una superficie, a livelli inferiori a quelli rilevabili.

V-Tac propone invece una lampada UV germicida con ozono, portatile, con durata batteria di 30 minuti. Dalla potenza di 38W, è ideale per coprire una superficie di 60 mq. Emette una luce viola, con angolo di radiazione di 360°.

La differenza sostanziale tra le due lampade sta nello sprigionamento di ozono prodotto dalle radiazioni ultraviolette che reagiscono con l’ossigeno dell’aria; Philips UV-C non rilascia gas mentre il modello V-Tac si.

In entrambe, i produttori raccomandano attenzione nell’utilizzo poiché l’esposizione a questi raggi può essere dannosa per occhi e pelle. Per questo, la lampada Philips, ha l’assistenza vocale che avverte di abbandonare la stanza prima dell’avvio e dei sensori che, nel caso di movimenti, spengono immediatamente il flusso luminoso.