C’è un momento preciso in cui la luce smette di essere sfondo e diventa gesto. È il momento in cui ti siedi a leggere, o a scrivere, o semplicemente a pensare. È per questi momenti che Davide Groppi ha progettato MIA, lampada da terra e da tavolo presentata nel 2025, che ripensa con rigore e discrezione l’archetipo classico della luce d’appoggio.

Un oggetto che conosce il suo posto

MIA non cerca attenzione. Il suo stelo in metallo, sottile e inclinato — disponibile nelle finiture Nero Opaco o Alluminio Naturale — attraversa lo spazio con una traiettoria precisa, quasi geometrica, che ricorda il gesto di chi si china su un foglio. In cima, una piccola testa orientabile dirige il fascio luminoso dove serve, con la silenziosa efficienza di chi sa già cosa fare.

È questa la cifra di Davide Groppi: oggetti capaci di sparire nell’ambiente, lasciando che sia la luce a parlare. MIA non fa eccezione. Si tratta di una presenza silenziosa, adattabile a contesti diversi — un angolo lettura, una scrivania, un piano di lavoro, un’installazione d’accento — senza mai risultare invasiva.

Tecnologia Extradark: luce netta, senza distrazione

Al cuore di MIA c’è la tecnologia Extradark, soluzione proprietaria di Davide Groppi che garantisce un’illuminazione netta e ben definita, eliminando l’abbagliamento e assicurando un elevato comfort visivo. Il fascio è preciso, il contrasto è alto, la visibilità è piena: tutto quello che serve per leggere, disegnare, concentrarsi.

La lampada è disponibile in due temperature colore — 2700K (luce calda, 250 lm) e 3000K (bianco neutro, 258 lm) — per adattarsi alle esigenze di ambienti residenziali o contract. Il consumo è contenuto: 6W, con alimentazione universale 100–240V 50/60Hz.

Il dimmer integrato sul cavo consente di modulare l’intensità direttamente, senza dover ricorrere a sistemi di controllo esterni. Una scelta funzionale e coerente con la filosofia del progetto: il controllo deve essere immediato, intuitivo, a portata di mano.

L’inclinazione come linguaggio

Osservando le immagini di MIA, ciò che colpisce non è solo la forma, ma la postura. Lo stelo non è verticale: è inclinato, teso verso un punto nello spazio, come un’attenzione diretta. Questa scelta — che rimanda tanto a un archetipo tecnico quanto a una figura umana protesa sul proprio lavoro — fa di MIA qualcosa di più di una lampada funzionale.

Le fotografie di prodotto lo confermano: una silhouette sfocata che scrive sotto la luce, una donna in rosso che cammina vicino all’oggetto senza disturbarlo, un pianoforte antico affiancato dalla lampada come fosse un confidente silenzioso. MIA si inserisce nei contesti con naturalezza perché li rispetta.

Versatilità e identità: terra e tavolo

MIA nasce come lampada da terra — con base in metallo che le garantisce stabilità pur nella sua leggerezza visiva — ma è disponibile anche in versione da tavolo, a conferma di una versatilità che ne amplia il campo d’applicazione. In entrambe le configurazioni, mantiene inalterata la sua identità: un oggetto capace di diventare luce d’accento, da lettura o da lavoro, a seconda del momento.

Il particolare del giunto alla base dello stelo — un piccolo nodo circolare che fissa l’inclinazione — è uno dei dettagli più riusciti del progetto: funzionale quanto necessario, formale quanto basta.

Photo courtesy ©Davide Groppi


Arthur vi invita ad iscrivervi alla nostra Newsletter!!