Minimalista, brutalista e out of the box: il progetto ridefinisce lo spazio retail con un linguaggio essenziale e materico tra cemento, acciaio e cassette in plastica riciclata che filtrano la luce, raccolgono l’acqua e trasformano l’esperienza d’acquisto in una narrazione spaziale.
Con Plastic Box – Supermarket Akelarre, il supermercato entra in una nuova era e smette di essere uno spazio neutro (da riempire di prodotti…) e funzionale per diventare un sistema architettonico dal piglio sperimentale e innovativo, capace di trasformare l’atto dell’acquisto in un’esperienza fuori dai soliti canoni.
Ideato da Minimal Studio e situato a Maiorca, il progetto utilizza il linguaggio del brutalismo minimalista e del riuso industriale per costruire un ambiente immersivo, in cui cassette di plastica riciclata diventano infrastruttura. L’edificio si presenta come un volume in cemento essenziale e monolitico, privo di ornamenti, con ingressi concepiti come portali scuri che segnano una soglia netta tra esterno e interno, ribaltando le logiche tradizionali del retail contemporaneo. C’è un netto distacco rispetto ai tradizionali luoghi di questa tipologia, pensati per essere invitanti e accoglienti: qui, al contrario, l’architettura – imponente e rigorosa – non punta ad attirare ma si impone come esperienza spaziale prima ancora che come luogo di consumo.


Il supermercato come tipologia ripensata
Con Plastic Box, il retail smette di essere solamente uno spazio commerciale e va oltre la sua funzione primaria di utilità d’uso per diventare un ambiente da sperimentare. Minimal Studio lavora per sottrazione, eliminando ogni elemento superfluo e restituendo al supermercato una dimensione quasi monumentale. Fondato da Juan David Martínez Jofre, lo studio è una realtà multidisciplinare con sede nel nord di Maiorca che opera tra architettura, interior design e progettazione di arredi, con un approccio su misura e una forte attenzione al dettaglio.
La sua ricerca mira a portare costruzione, design e decorazione sullo stesso piano, traducendo ogni progetto in un sistema coerente ma unico. Ne è esempio il linguaggio brutalista e minimalista che definisce Plastic Box – Supermarket Akelarre, dove cemento, volumi puri e assenza di decorazione disegnano uno spazio rigoroso. L’ingresso introduce a una dimensione quasi ossimorica: una sequenza di ambienti in cui il movimento del visitatore diventa parte dell’ambiente stesso. È così che fare la spesa si trasforma (quasi) in una forma d’arte, in un’installazione.

Plastic Box: dal riuso industriale a sistema architettonico
Il cuore dell’intervento – e anche la sua particolarità – è la copertura composta da oltre mille cassette di plastica riciclata: è così che elementi nati per la logistica vengono riutilizzati per diventare infrastruttura che integra i sistemi tecnici come luci, ventilazione e raccolta dell’acqua piovana. In questo progetto, il riuso non è solo una strategia di sostenibilità, ma anche strutturale: le cassette cambiano funzione, scala e utilità, diventando parti attive dell’architettura. Disposte modularmente, filtrano la luce naturale e disegnano e definisce l’identità dello spazio.
Luce, materia e una nuova esperienza del retail
All’interno, il progetto mantiene una coerenza materica rigorosa: cemento levigato, acciaio e volumi netti costruiscono un ambiente essenziale e controllato. Lo studio ha adottato un minimalismo che non è solo una scelta estetica e decorativa, ma anche operativa, riducendo gli elementi per amplificare l’effetto della materia. Le scaffalature in acciaio si combinano con pavimenti in cemento lucidato, mentre le casse sono concepite come blocchi scultorei. Anche l’illuminazione, indiretta e calibrata, fa parte di un disegno ben studiato che valorizza i prodotti attraverso il contrasto, lasciando che siano luce e ombra a costruire la percezione dello spazio. Ad esempio, la luce naturale, filtrata attraverso le cassette in plastica riciclata, si intreccia con le loro texture generando ombre che variano durante la giornata. Queste integrano anche dei sistemi LED.
In questo equilibrio ossimorico tra architettura, funzione d’uso e visione innovativa quasi radicale, Plastic Box propone una nuova idea di retail: uno spazio in cui acquistare significa attraversare un’esperienza (ben) progettata, dove ogni elemento contribuisce a costruire un significato. Out of the box!


Photo credits ©Leonardo Cóndor
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