L’intervento di Architettura Tommasi in un duplex di Palazzo Obizzi, a Padova, esplora l’equilibrio tra conservazione storica e design contemporaneo. La scala elicoidale in acciaio nero dialoga con materiali naturali e arredi su misura, restituendo nuova vita a uno spazio di pregio.

Una residenza trecentesca riletta con gesti calibrati

Palazzo Obizzi, edificio del XIV secolo trasformato nell’Ottocento in complesso residenziale, ospita il duplex oggetto del progetto, caratterizzato da una doppia esposizione, sul lato strada e sulla corte interna.
Architettura Tommasi, studio con sede nel padovano, sceglie un approccio calibrato: non stravolgere l’impianto esistente, ma interviene con pochi gesti per ridefinire percezioni e funzioni.
Abbiamo deciso, attraverso un’analisi del manufatto e della storia dell’edificio, di valorizzare gli elementi storici e inserire parti nuove così da rendere fruibile i due piani”, racconta lo studio. Preservare il terrazzo alla veneziana e lavorare sulla doppia altezza del soggiorno diventano i primi elementi che proiettano l’appartamento in una dimensione contemporanea.

La scala come gesto contemporaneo

Il cuore del progetto è la nuova scala a chiocciola in acciaio nero opaco, un ‘accento contemporaneo’ che ridisegna il duplex senza alterarne l’essenza storica e si propone come elemento distintivo. Collega il piano terra alla zona notte superiore, diventando fulcro funzionale e visivo. “Abbiamo voluto dare un segno dal nuovo all’antico, inserendo una struttura che diventasse componente architettonica di congiunzione tra i due livelli», spiega Tommaso Tommasi. Libera lo spazio e migliora i flussi, guidando lo sguardo attraverso la doppia altezza e dialogando con il ballatoio sospeso.

Materiali in dialogo: terrazzo veneziano, argilla e volumi neri

Il progetto rivela la sua identità anche attraverso la scelta accurata dei materiali: il terrazzo alla veneziana originale dialoga con gli intonaci in argilla naturale, un accostamento che armonizza muratura esistente, nuova scala, arredi e illuminazione. “In edifici come questo il nostro obiettivo è conservare il manufatto rendendolo fruibile con interventi nuovi”. I volumi neri in MDF opaco, anti-impronta e antigraffio, completano la composizione, valorizzando senza stravolgere. L’incontro tra superfici naturali e finiture minimali conferisce agli spazi armonia e funzionalità, trovando il giusto equilibrio nella triade che definisce l’intervento: terrazzo storico, argilla naturale e volumi neri.

Trasformabilità e luce: arredo e atmosfera in dialogo

Altro tema distintivo dell’intervento è la trasformabilità della zona giorno. La cucina è progettata come un volume monolitico che si apre solo quando necessario, affiancata da due mobili neri e un tavolo su misura che completano il sistema. «Volevamo dare allo spazio una versatilità che lo portasse da cucina a salotto e sala da pranzo», spiegano gli architetti. In questo modo l’arredo diventa architettura: non un semplice elemento funzionale, ma un dispositivo che modifica la percezione del piano terra. Il sistema d’illuminazione, ideato e curato da Viabizzuno, gioca un ruolo fondamentale per ottenere un ambiente curato che completa il carattere storico ma aggiungendo un’usabilità moderna. È come una regia silenziosa che costruisce atmosfera e misura senza invadere.

Una nuova identità che prende forma dalla stratificazione

La realizzazione di Architettura Tommasi a Palazzo Obizzi si articola attorno a un gesto cardine: la scala, intesa come innesto contemporaneo. Il duplex non viene solo restaurato: viene ripensato da dentro, con cognizione di causa, così che antico e nuovo possano avvolgersi l’uno attorno all’altro senza ‘scontrarsi’. È in questo equilibrio che il progetto trova la sua identità più autentica.

Photo courtesy Architettura Tommasi


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