Con tremila aziende espositrici e l’attesissimo ritorno dei buyers esteri, ritorna a Parma dal 3 al 6 Maggio 2022 la Fiera Internazionale dell’Agroalimentare Made in Italy, che nella sua 21esima edizione sostenuta da ICE-Agenzia vedrà oltre 60.000 visitatori dal mondo della grande distribuzione e della ristorazione.

Dopo il successo dell’edizione 2021, che si è fatta pioniera della ripartenza su grande scala, ad assumere il ruolo di tema centrale è nuovamente l’aspetto sociale ed economico del cibo, questa volta in vista del delicato periodo contrassegnato dal lento processo di uscita dalla pandemia e dalla situazione geopolitica che stiamo affrontando. Obiettivo della fiera è pertanto rimarcare la posizione del food di pietra miliare dei rapporti sociali riconducendoci verso modelli di produzione più sostenibili e una filiera più vicina alle necessità dei consumatori.

Ed è proprio a partire dalla sostenibilità che hanno inizio le novità di Cibus 2022.
La fiera capitale della Food Valley ha infatti introdotto un nuovo osservatorio: Cibus 4 Sustainability, interamente dedicato allo sviluppo di azioni ed elementi sostenibili lungo la catena di distribuzione e, più in generale, nell’intero settore agroalimentare.
Importante anche la ripresa di workshop e webinar di Cibus Lab, che collaborando con i  diversi istituti di ricerca mettono in luce quelle che sono le nuove opportunità e le nuove sfide per il settore Food&Beverage.
A completare poi la Cibus experience, numerosi i prodotti IG – italiani ed internazionali – per promuovere e valorizzare i territori d’origine e le tecniche di produzione.

Il tutto impreziosito da convegni e incontri – tra cui quelli a cura di FEDERALIMENTARE, Confagricoltura e UNISG, solo per citarne alcuni – che approfondiranno non solo i nuovi trend del food, ma anche le future strategie da adottare.

Mai come quest’anno Cibus sarà una preziosa occasione per fare rete tra produttori, buyer e consumatori; perché come afferma il CEO di Fiere di Parma Antonio Cellie: “dobbiamo ricordare che il cibo è un bene primario, e personalmente auspico che il dibattito della community di fronte alla tragedia umanitaria in Ucraina viri rapidamente dagli aspetti economici a quelli sociali. Su questo, infatti, apriamo Cibus 2022: come l’Agroalimentare può e potrà contribuire alla stabilità dei territori e all’ inclusione delle persone.”