Nello scrivere questo pezzo mi sono imbattuta in una serie di tesi che prima ancora di mettere al centro la questione tecnologica e scientifica pongono l’attenzione su un altro fattore: quello etico.
Che il consumo di carne sia uno dei principali responsabili della crisi climatica che stiamo vivendo è ormai risaputo tanto che inizia ad essere, ahimè, visto come dato oggettivo e non più come succedeva fino a qualche tempo fa come una “strategia di marketing per demonizzare la carne e promuovere il consumo di prodotti alternativi.” Nonostante tutto però c’è ancora una forte resistenza al consumo liberalizzato di prodotti alternativi alla carne, specie se di carne 3D printed si tratta. O carne “sintetica” come si sente spesso dire.

Ma se è vero che le eccezioni confermano le regole, di una eccezione reale vi voglio parlare, anzi due. Impact Food – progetto dell’omonimo gruppo Impact Corp – è la Steakhouse 2.0 che ogni giorno serve decine e decine di prodotti a base vegetale sotto forma di nuggets, straccetti, hamburger e tartare. Tra questo tripudio di fritture, salse e cotture alla brace non poteva mancare la tagliata stampata in 3D di Redefine Meat, la start-up israeliana che con la sua carne alternativa vuole conquistare tutti, anche i carnivori.

Con il prodotto di punta dell’azienda israeliana, Impact Food vuole non solo promuovere ma anche normalizzare il consumo di carne alternativa come la conosciamo oggi, sensibilizzando sempre più persone sulla crisi ambientale e le sue conseguenze.
Nata all’incirca quattro anni fa, questa Steakhouse Sostenibile è il risultato di un percorso durato anni di ricerche, letture, documentazioni scientifiche e prese di coscienza che hanno reso possibile creare una realtà in grado di far vivere la sostenibilità senza rinunce. A suggerircelo infatti non è solo la proposta gastronomica ma anche l’interno del locale, che concilia colori pop e luci al neon con un arredo sostenibile. I tessuti di RADA SRL utilizzati per produrre le sedie provengono da plastica riciclata con filiera controllata, inoltre anche le divise dello staff vengono realizzate in cotone sostenibile. A far da portavoce di questa pacifica e prosperosa convivenza troviamo una scritta a parete “More than you think”, che suona decisamente come una promessa.

Ed è proprio la stessa promessa che ha reso possibile per Redefine Meat sbarcare con i suoi prodotti in oltre tremila ristoranti europei (tra cui alcuni stellati) e quindi finalmente anche in Italia. Alla base del loro prodotto c’è un’idea semplice: quella della stampante 3D che realizza oggetti in tre dimensioni a partire dal programma specifico di un determinato progetto. In questo caso il materiale di partenza non è inchiostro ma un insieme di ingredienti vegetali, le cui fibre molto elastiche ben si adattano ad essere modellate e a mantenere una certa conformazione. In questo modo la stampante 3D sarà in grado di creare una struttura del tutto identica a quelle del collagene, delle venature di grasso e delle fibre muscolari presenti in un pezzo di carne, conferendo a questa alternativa vegetale una certa dignità non solo in termini di sapore, ma anche di consistenza.

Un’accoppiata vincente quindi quella di Impact Food e Redefine Meat, oltre che un esempio di come non sempre ad avere la meglio sul lungo periodo in termini di impatto ambientale siano i tanto osannati prodotti naturali e non processati.


Arthur vi invita ad iscrivervi alla nostra Newsletter!!