Il momento esatto in cui il design sorprende, dal bianco assoluto al colore, girando un angolo.
È durante il Salone del Mobile 2026 che Kartell firma uno degli stand più interessanti dell’intera fiera. Non solo per ciò che mostra, ma per come lo fa. Qui il progetto non si limita a esporre prodotti, ma costruisce un’esperienza precisa, fatta di attesa, percezione e sorpresa.
Uno spazio che diventa manifesto dell’identità del marchio con ricerca sui materiali, innovazione industriale e una visione sempre più orientata alla sostenibilità.

Il limbo

L’ingresso è spiazzante, ci si ritrova immersi in uno spazio completamente neutro, quasi irreale. Nessun colore, nessun elemento forte, nessuna distrazione. Solo luce e superfici neutre.
È come entrare in un limbo.
Uno spazio sospeso che azzera tutto ciò che si è visto prima. Un momento di pausa dentro il caos del Salone, dove Kartell sceglie consapevolmente di togliere invece di aggiungere e proprio per questo cattura immediatamente.
Questo primo ambiente non mostra, prepara, costringe a rallentare, a cambiare ritmo, lasciando spazio allo sguardo.
Il bianco non è vuoto, è costruzione.
È il tempo necessario perché il visitatore si liberi da stimoli precedenti e diventi disponibile a un nuovo racconto.
È una scelta progettuale forte: prima azzerare, poi sorprendere.

Girare l’angolo il colore come rivelazione

Poi basta un gesto minimo.
Si gira un angolo.
E tutto cambia.
Il bianco si rompe e il colore esplode nello spazio. Dopo la sospensione iniziale, l’impatto è immediato e potente. I prodotti Kartell emergono con una forza completamente diversa, amplificata proprio dal vuoto che li ha preceduti, non è solo un cambio visivo è un cambio emotivo.
Kartell ha sempre fatto del colore uno dei suoi tratti distintivi, ma qui lo utilizza in modo ancora più consapevole, quasi narrativo.
Il colore non è presente da subito. Arriva e diventa protagonista costruendo una sequenza ben precisa un’attesa che attraverso un passaggio diventa scoperta.
Il risultato è che il colore non viene semplicemente visto, ma percepito con maggiore intensità.

Innovazione e materiali

All’interno di questo racconto spaziale si inseriscono le novità di prodotto, firmate da alcuni dei designer più rappresentativi del panorama contemporaneo.
Tra questi spiccano Patricia Urquiola, che continua a lavorare sulla relazione tra forma e struttura con progetti come la libreria Lepid, e Philippe Starck, che con le sedute GIO reinterpreta l’eleganza della tradizione italiana in chiave contemporanea.
Grande attenzione è dedicata ai materiali, con un’evoluzione sempre più concreta verso plastiche riciclate, bio-based e processi produttivi a ridotto impatto ambientale. La trasparenza, da sempre cifra del marchio, viene reinterpretata con nuove finiture, texture e profondità cromatiche.
Il risultato è una collezione che mantiene il DNA Kartell ma lo proietta in una dimensione più contemporanea e consapevole.

Uno stand che si attraversa

Lo spazio è costruito come un racconto. Non si osserva frontalmente, ma si attraversa. Ogni ambiente ha un ruolo, una regia semplice ma estremamente efficace, che trasforma la visita in esperienza.
Da questo spazio emergono storie e racconti: i nuovi progetti si sviluppano anche attraverso una dimensione più visiva e interpretativa, che si ispira al ritorno del figurativo e alla pittura come strumento di narrazione. Ogni prodotto è accompagnato da una propria immagine, come una tela che ne restituisce identità e immaginario, offrendo una lettura libera e onirica del progetto.

Dal vuoto alla relazione

È proprio da questa pagina bianca che prende forma il racconto dello stand al Salone del Mobile 2026.
Il percorso si costruisce in tre momenti distinti: uno dedicato alle nuove idee, uno alla collezione e uno più operativo, pensato come spazio di incontro e lavoro.
Ogni elemento appare come un frammento di ricerca, l’espressione più recente di un processo in continua evoluzione.
Proseguendo, lo stand cambia ritmo. Si apre. Le singole presenze iniziano a dialogare tra loro e prendono forma ambientazioni più complete, dove arredi, luci e complementi costruiscono scenari coerenti e immersivi. Non più oggetti isolati, ma spazi che suggeriscono un modo di abitare, naturale, fluido, quotidiano.
In una fiera dove tutto compete per attirare attenzione, Kartell sceglie una strada diversa: non alza il volume, ma costruisce un momento. Un gesto capace di trasformare uno stand in una delle esperienze più memorabili della fiera.

Courtesy of Kartell


Arthur vi invita ad iscrivervi alla nostra Newsletter!!