Dietro ai loghi ci sono simpatiche curiosità da raccontare, ma non solo, come sono cambiati nel tempo e perché? Fra messaggi nascosti, superstizione, valori e tocchi di design sveliamo oggi qualche piccolo segreto. Vediamo dunque insieme qualche curiosità che caratterizza quattro dei loghi di alcuni fra i brand più conosciuti al mondo. Partiamo dal logo in assoluto più iconico del pianeta: Coca-Cola.

Il font stesso di questo logo è diventato ormai un elemento caratteristico e distintivo del marchio al punto da essere direttamente collegato al prodotto anche quando decontestualizzato in altri utilizzi oppure per scrivere parole differenti. La campagna “Share a Coke”, come spiegato sul sito Coca-Cola Journey, ha lo scopo di prendere il brand globale e renderlo personalizzato per i clienti, un modo alternativo per utilizzare il font, ma che fa capire la potenza dello stesso.

La curiosità è nascosta proprio all’interno del logo che, con grande maestria nasconde la bandiera della Danimarca. Dove? Nascosta fra la “O” e la “L”. Coincidenza? Forse, ma il rimando al paese di origine è un elemento ricorrente nei loghi famosi, anche se, come in questo caso, non è assolutamente percepibile. Pare che l’obiettivo fosse quello di dare il benvenuto nel paese ritenuto nel 2016 il più felice al mondo, almeno così viene spiegato in un simpatico annuncio interattivo del marchio in un aeroporto. Vero o falso non è dato a sapersi, ma resta il fatto che questo logo si presta a innumerevoli modi di comunicare, restando sempre fedele alla sua origine.

Un altro logo molto conosciuto che oggi andiamo ad analizzare è il logo Apple.

Il fascino della mela risale alla copertina dei Beatles, ma la mela morsicata più famosa al mondo appartiene alla Apple. Una delle varie spiegazioni attribuite per la scelta da parte di Apple fu una raffigurazione di Newton sotto l’albero di mele dove avrebbe avuto l’ispirazione per la scoperta della legge di gravitazione universale, ma, soprattutto all’inizio, stiamo parlando degli anni ’70 del secolo scorso, il logo era molto elaborato e conteneva la scritta “Apple Computer Co.”. Nacque così l’esigenza di creare un logo più smart e riconoscibile, prendendo spunto dalla mela morsicata, ricollegabile alla vicenda biblica del frutto proibito raccolto dall’albero della conoscenza e mangiato da Adamo ed Eva. Il significato di desiderio, ribellione, irriverenza si collega al significato di scoperta e di conoscenza e diventa in una pubblicità del 1979 il simbolo che ancora oggi vediamo. La pubblicità diceva: “Stiamo cercando di trovare l’uso più originale di una mela dai tempi di Adamo”. Steve Jobs però era stato molto colpito dalla mela apparsa su un LP dei Beatles dunque si pensa che anche questa versione sia fra le più attendibili, ma non solo, infatti fra le innumerevoli versioni qualcuno attribuisce la scelta della mela al suicidio di Alan Turin, padre degli studi moderni sull’intelligenza artificiale, che sarebbe deceduto nel 1954 dopo aver mangiato una mela intinta nel cianuro. Leggende metropolitane? Forse, ma senza dubbio l’ideatore della mela morsicata, Rob Janoff, al momento della sua creazione non ipotizzava tutte queste possibili, meravigliose interpretazioni.

Passiamo ad Amazon.

Il primo logo dell’azienda era composto da una lettera “A” con al centro quello che doveva essere un fiume, ma anche, secondo alcuni, una strada. Amazon all’inizio si limitava soltanto alla vendita di libri. Spesso il logo cambia il suo design accompagnando l’azienda nel cambiamento, proprio per questo si è reso indispensabile creare un nuovo logo, per assecondare e comunicare il nuovo posizionamento dell’azienda sul mercato. Come? Da un simbolo il logo Amazon si è trasformato in un testo che, partendo dalla “A”, con l’aggiunta di una freccia arancione, si arriva dritti alla “Z” come a voler sottolineare che è possibile trovare tutto nell’e-commerce. Questa freccia di colore arancione è un segno dal design riconoscibile e sfrutta la tendenza umana a riconoscere in maniera selettiva e quasi automatica volti in oggetti inanimati. Il logo infatti somiglia ad un sorriso e quindi trasmette la sensazione positiva che si percepisce incontrando un amico.

Ultimo logo che andiamo a scoprire: Toyota.

Il logo Toyota viene comunemente chiamato il logo delle tre ellissi… almeno questo è quello che sembra, ma non è così, vediamolo insieme. Vi sono numerose curiosità su questo luogo, la prima versione presentava il nome del suo fondatore “Toyoda” (Kiichirò Toyoda), successivamente modificato in “Toyota” perché suonava meglio, ma soprattutto (così viene riportato sul sito del brand) perché Toyoda in giapponese si scrive con dieci colpi di pennello mentre Toyota con solo otto colpi. Il numero otto in Giappone porta fortuna e dunque, per scaramanzia, il nome è stato modificato. Un altro tratto curioso è che nascoste all’interno delle tre ellissi si possono leggere tutte le lettere che compongono il nome Toyota anche se, la versione ufficiale confermata dall’azienda, racconta che il logo attuale simboleggia la forma di un semplice ed elegante volante costituito da un cerchio esterno che rappresenta il mondo che abbraccia Toyota e tutte le lettere che, come scritto sopra, compongono il nome.