Al 21_21 DESIGN SIGHT di Tokyo, Learning from Design Maestros celebra sei giganti del design europeo del XX secolo. La mostra invita a scoprire opere, idee ed eredità, riflettendo sul messaggio che questi grandi nomi lasciano al futuro e sul ruolo del design nella vita e nella società contemporanea.

La mostra e un’unica eredità creativa

L’esposizione, curata da Noriko Kawakami con Kaoru Tashiro e visitabile fino al all’8 marzo 2026, celebra sei figure che hanno (ri)definito il concetto stesso di progettazione: Bruno Munari, Max Bill, Achille Castiglioni, Otl Aicher, Enzo Mari e Dieter Rams. L’esposizione invita il pubblico a riflettere sul valore umano e sociale del design, mostrando come ogni progetto non è mai astratto dal contesto reale, ma nasce dall’incontro tra creatività, pensiero e necessità quotidiana. Ciascuno di loro ha, in modi differenti, tracciato un percorso personale nel design postbellico europeo, con approcci artistici differenti e identitari. In mostra anche la prospettiva di Shutaro Mukai, la cui amicizia con Max Bill e Otl Aicher ha contribuito a porre le basi della Science of Design in Giappone, dimostrando come l’influenza di questi nomi abbia oltrepassato confini nazionali e generazioni.

Learning from Design Maestros ©Keizo Kioku 

Learning from Design Maestros ©Keizo Kioku

Scopriamo i sei Maestri

  • Bruno Munari (Italia, 1907–1998)
    • Nato a Milano nel 1907, Munari è stato uno dei più influenti artisti e designer italiani del XX secolo. La sua attività ha attraversato pittura, scultura, grafica, design industriale, fotografia ed educazione. Caratterizzata da ironia e umorismo, la sua ricerca ha incluso libri illustrati e progetti educativi. In collaborazione con Danese ha realizzato numerosi giochi e prodotti a vocazione didattica.
  • Max Bill (Svizzera, 1908–1994)
    • Con una formazione alla scuola Bauhaus, Max Bill, architetto, artista e designer, è stato una figura centrale del movimento dell’Arte Concreta. Fondatore e primo rettore della Ulm School of Design, ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo del design del secondo Novecento. Oggetti come l’Ulm Stool e gli orologi Junghans esprimono la sua idea di prodotto come bene culturale.
  • Achille Castiglioni (Italia, 1918–2002)
    • Milanese, architetto e designer, Achille Castiglioni ha lavorato a lungo con i fratelli Livio e Pier Giacomo, firmando numerosi progetti di design industriale. Tra le sue opere più note figurano i sistemi di illuminazione Taccia e Arco. È stato anche docente universitario e tra i fondatori dell’ADI (Associazione per il Disegno Industriale), 1956.
  • Otl Aicher (Germania, 1922–1991)
    • Otl Aicher è stato uno dei più importanti graphic designer del XX secolo. Cofondatore con Inge Aicher-Scholl e Max Bill della Ulm School of Design, ha contribuito all’educazione al design nel dopoguerra europeo. Come Design Commissioner dei Giochi Olimpici di Monaco 1972 ha realizzato un sistema visivo e di pittogrammi di fama internazionale. Pioniere del design dell’identità aziendale, ad esempio per Lufthansa.
  • Enzo Mari (Italia, 1932–2020)
    • Artista e designer, dopo gli studi all’Accademia di Brera ha sviluppato una ricerca profondamente legata a una riflessione etica sul progetto. Introdotto da Bruno Munari al marchio Danese, ha avviato una lunga collaborazione realizzando prodotti e arredi caratterizzati da funzionalità e rigore formale. Negli ultimi anni ha collaborato anche con aziende giapponesi e pubblicato testi teorici sul design.
  • Dieter Rams (Germania, 1932–)
    • Uno dei principali designer industriali tedeschi. Entrato in Braun nel 1955, ha guidato per anni il reparto design dell’azienda, realizzando prodotti iconici come la calcolatrice ET 66 e il sistema radio-fonografo SK 4. La sua filosofia, sintetizzata nel principio “Less, but better”, e nei Dieci Principi del Buon Design, continua a influenzare il design contemporaneo.

Opere, filosofia e influenze dei Design Maestros

Learning from Design Maestros non è solo una mostra di oggetti: presenta opere rappresentative e prodotti finiti dei sei artisti, accompagnati da documenti, filmati e materiali audio-visivi. In questa dimensione espositiva emerge con chiarezza un asse comune: al di là delle differenze di metodo, di stile (di vita) e di linguaggio, questi artisti si incontrano nella capacità di generare principi e visioni. Ogni progetto, frutto di un lungo processo e di un fondamento umanistico, si sottrae alle logiche del mercato e si afferma come atto culturale capace di attraversare epoche e contesti, continuando a parlare al presente. Vengono messi in luce anche i legami con istituzioni fondamentali per la loro carriera, come Danese, il marchio italiano che ha coinvolto Munari, Castiglioni e Mari, e la Ulm School of Design in Germania, essenziale per Bill e Aicher.

Connessioni con il Giappone e video-installation

La mostra evidenzia anche i rapporti dei Design Maestros con il Giappone. Un’installazione di Seiichi Hishikawa, intitolata DRAWING AND MANUAL, utilizza le parole stesse dei protagonisti per raccontare le loro idee e attività; particolare rilievo ha un video inedito di Otl Aicher, reso visibile grazie alla collaborazione con la Musashino Art University. In aggiunta, interviste esclusive con designer giapponesi come Naoto Fukasawa, Tomoko Mukai, Yosuke Taki, Masaaki Kanai e Haruka Misawa mostrano come le lezioni dei sei designer rimangano utili e ispiratrici, non solo per il presente, ma anche per le generazioni future che vogliano intraprendere questa strada.

Learning from Design Maestros ©Keizo Kioku

Design come dialogo tra passato e futuro

Visitare Learning from Design Maestros significa confrontarsi con la domanda: “Cosa ci insegna oggi il design europeo del XX secolo?”. I Maestri hanno sempre trasmesso un messaggio chiaro: il design deve servire le persone, migliorare la vita e stimolare la curiosità. In un’epoca di cambiamenti rapidi, la mostra invita i visitatori a riflettere sul ruolo del design nella società contemporanea, a osservare, interrogarsi e trarre ispirazione da pionieri che hanno saputo coniugare estetica, funzione ed etica. Oltre all’esposizione, il negozio (interno) 21_21 NANJA MONJA propone libri e prodotti correlati, tra cui il volume in uscita Max Bill: Collected Writings on Art, Form, Product Form, Graphics, Education and Architecture (a cura e traduzione di Shutaro Mukai e Tomoko Mukai, Misuzu Shobo, 2025).

Learning from Design Maestros è quindi più di una rassegna di materiali e documenti: è un manifesto e, implicitamente, un invito ad ‘andare oltre il semplice guardare’ per concepire il design come linguaggio umano e strumento di riflessione sul futuro. È anche un incontro ‘privilegiato’ con sei giganti del panorama europeo, le cui visioni continuano a ispirare progettisti, studenti e appassionati.

Cover photo credits: ©Keizo Kioku


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