Sette secoli di storia, un solo gesto rivoluzionario.
Barovier&Toso ha recentemente presentato 2026 Chapter 1, il primo capitolo di un percorso di rinnovamento che ridefinisce in profondità l’identità del marchio, coinvolgendo in modo organico visione strategica, linguaggio progettuale e identità visiva.
Guidato da Andrea Signoroni, CEO del brand, e da Luca Nichetto, direttore artistico, il progetto ha debuttato nello showroom milanese di via Durini 5, in parallelo con gli spazi di Venezia e Murano. Non è un semplice lancio di prodotto — è una dichiarazione d’intenti.

Una nuova identità visiva nata dalla laguna
Ispirata alla storica segnaletica di Barovier&Toso sulla Fondamenta Vetrai a Murano, la nuova identità firmata Studio Blanco affina e modernizza il linguaggio grafico del marchio. Un logo ridisegnato, una palette cromatica aggiornata e una tipografia ispirata ai toni della laguna veneziana creano un sistema radicato nel luogo ma adattabile su applicazioni digitali e fisiche.
Profilo, Etime, Aurora: la trilogia firmata Nichetto



La sospensione Profilo diffonde una luce delicata e armoniosa attraverso i suoi dischi con spirali opaline di diverse circonferenze. Etime, pensato come un modulo componibile, unisce funzione e presenza scultorea, trasformando la geometria in un segno essenziale e rigoroso. La lampada da tavolo Aurora completa il trittico, rileggendo la tradizione dell’illuminazione a olio in chiave contemporanea grazie a una tecnologia perfettamente integrata e invisibile, con un corpo in vetro rigato che restituisce vibrazioni ottiche raffinate.
«Ho immaginato questo progetto come un dialogo silenzioso tra luce e materia», racconta Nichetto. «Essere di Murano significa portare una conoscenza istintiva del vetro, ma anche la consapevolezza del suo peso storico. La mia ambizione non è celebrare il passato in modo nostalgico, ma interrogarmi su come possa evolvere».
Agave si evolve: nuove versioni da tavolo e da terra


Le nuove versioni da tavolo e da terra di Agave, progettate da García Cumini, accentuano la tensione verticale e la leggerezza materica della collezione, valorizzata dalla tecnica della rugiada e da un effetto sfumato ottenuto con graniglia di vetro colorato. La stessa Agave che nel 2025 ha conquistato l’Archiproducts Design Award nella categoria illuminazione.
Voci dal mondo: Kado e Lithos


Il progetto accoglie anche sguardi internazionali. Con Kado, Keiji Ashizawa interpreta il vaso come una piccola architettura ispirata all’ikebana, mentre Lithos, di Emmanuel Babled, esplora il vetro come materia geologica. Due visioni complementari che arricchiscono il racconto plurale di Chapter 1.
Cover credits @ Piergiorgio Sorgetti
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