
Nelle prime settimane di questo 2026 è stato annunciato il nuovo progetto per la realizzazione del Nobel Center di Stoccolma. Dietro a questa novità, tuttavia, si è articolata una vicenda alquanto curiosa, iniziata ormai più di dieci anni fa con l’indizione del concorso di progettazione per la realizzazione della nuova casa dei premi Nobel. Era il 2014 ed era vincitore lo studio David Chipperfield Architects, con un progetto imponente e molto riconoscibile, grazie a facciate rivestite in ottone che trasformavano l’edificio in un monolite prezioso (potete vederlo qui). L’opinione pubblica però non accolse il progetto con molto entusiasmo e, dopo poco meno di un anno, si corse ai ripari con un ridimensionamento generale dell’intero progetto. Nel 2018, infine, un tribunale svedese per la tutela dell’ambiente bloccò definitivamente il progetto, con la tesi che il progetto potesse compromettere la qualità ambientale del luogo.

Nuova location e nuove collaborazioni. Le basi per il secondo capitolo del Nobel Center
La committenza non si è data per vinta, individuando negli anni successivi una nuova area progettuale, per la precisione sul lungo mare di Södermalm, a pochi passi dal centro storico. Definito il sito, la Fondazione Nobel ha ricontattato David Chipperfield Architects per la redazione di un nuovo progetto. Grazie alla collaborazione con lo studio svedese Sweco Architects, la nuova proposta si avvicina di più all’architettura tradizionale locale e l’uso del mattone al posto del contestato ottone conferisce all’edificio un aspetto ben più sobrio e affine all’intorno.

Una costruzione che strizza l’occhio alle tradizioni locali
L’edificio si sviluppa secondo una composizione di blocchi di forma regolare che riprendono le proporzioni delle costruzioni storiche che si affacciano al lungo mare. Questi ospiteranno spazi per mostre, eventi, workshop e conferenze, e celebreranno la storia dei premi assegnati dal 1901 ad oggi. Il piano terra è concepito come un’estensione dello spazio pubblico esterno e sarà facilmente accessibile e permeabile, per invitare chiunque a scoprire cosa viene raccontato all’interno.

Grandi vetrate per dialogare con la città
La struttura portante è realizzata principalmente in legno e l’apertura di ampie vetrate permette l’ingresso di una gran quantità di luce naturale e favorisce la relazione dell’edificio con il resto della città. Percorrendo gli spazi interni sarà possibile vedere il mare e alcuni punti significativi dell’intorno, mentre da fuori si potranno ammirare diversi scorci degli spazi interni.
L’inizio dei lavori è programmato per il 2027, mentre l’apertura al pubblico è prevista per il 2031, sempre che nuovi imprevisti non aggiungano ulteriori capitoli a questa burrascosa storia.

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