Il Sanatorio di Paimio, capolavoro progettato da Alvar e Aino Aalto e completato nel 1933, si prepara a una nuova fase della propria storia. Il masterplan firmato da Snøhetta immagina il complesso come una destinazione dedicata all’ospitalità, al benessere e alla cultura, mantenendo vivo il principio che ne ha guidato la nascita: l’idea che l’architettura possa contribuire alla cura della persona.
Il progetto arriva in un momento particolarmente significativo. Nel luglio 2026 il Sanatorio di Paimio è infatti entrato nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO come parte delle Aalto Works, rafforzando ulteriormente il valore internazionale di uno degli edifici simbolo del Modernismo finlandese.

Il Sanatorio di Paimio, un’architettura progettata per curare
Nato come struttura per la cura della tubercolosi, il sanatorio fu concepito dagli Aalto come un vero e proprio strumento terapeutico.
Luce naturale, aria, silenzio, colori e rapporto con il paesaggio vennero studiati per migliorare il benessere fisico e psicologico dei pazienti. Anche le camere furono progettate dal punto di vista di chi trascorreva molte ore a letto: soffitti, finestre, illuminazione e arredi rispondevano a esigenze di comfort e percezione.
Luce, aria e natura come strumenti terapeutici
Le grandi terrazze aperte verso la foresta permettevano ai pazienti di trascorrere parte della giornata all’aperto, mentre l’orientamento dell’edificio favoriva l’ingresso della luce naturale.
Anche gli arredi facevano parte di questa idea complessiva. La celebre Poltrona 41 Paimio, con struttura in legno curvato, fu progettata proprio per gli ambienti del sanatorio e rappresenta ancora oggi uno dei simboli del design di Alvar Aalto.


Dal sanatorio all’hotel: il progetto di Snøhetta
Il nuovo masterplan di Snøhetta, studio già protagonista di interventi capaci di coniugare architettura, design e sostenibilità, punta a trasformare Paimio in un luogo contemporaneo dedicato all’ospitalità, al benessere, agli eventi e alla cultura.

L’obiettivo non è semplicemente convertire un ex ospedale in hotel, ma reinterpretarne l’identità originaria. Il concetto di cura viene così aggiornato e tradotto in una nuova esperienza legata al riposo, alla natura e alla qualità degli spazi.
Nuove funzioni tra ospitalità, benessere e cultura
Le camere dei pazienti saranno adattate a camere d’albergo, mentre alcuni ambienti storici potranno accogliere conferenze ed eventi.
Anche le terrazze solarium, modificate nel corso degli anni, verranno recuperate per ristabilire il rapporto diretto con il paesaggio.
Le camere storiche diventano camere d’albergo
Uno degli interventi più delicati riguarda gli interni delle camere.
Snøhetta mantiene leggibili proporzioni, colori e caratteristiche degli spazi esistenti, inserendo i nuovi servizi attraverso elementi contemporanei chiaramente riconoscibili.

Il dialogo tra nuovi inserti e architettura originale
I nuovi bagni, per esempio, sono pensati come volumi autonomi rivestiti in betulla. Una soluzione che permette di introdurre il comfort necessario a una struttura ricettiva senza imitare o cancellare l’architettura storica.
Il nuovo intervento rimane quindi volutamente leggibile, instaurando un dialogo discreto con il progetto degli Aalto.
Una spa immersa nel paesaggio di Paimio
Il masterplan prevede anche una nuova spa, pensata in stretta relazione con il bosco circostante.
La natura, elemento fondamentale della terapia originaria, torna così al centro del progetto contemporaneo. Il paesaggio non viene trattato come semplice sfondo, ma come parte integrante dell’esperienza di benessere.

Conservare il Modernismo senza trasformarlo in museo
La trasformazione di Paimio affronta una delle questioni più attuali nella conservazione dell’architettura moderna: come mantenere vivi edifici nati per funzioni ormai superate.
La strategia proposta da Snøhetta punta sul riuso. L’edificio non viene cristallizzato come monumento, ma continua a essere abitato e attraversato da nuove attività.
La vera sfida sarà conservare non soltanto i suoi elementi architettonici, ma soprattutto l’atmosfera che lo rende unico: la luce, il silenzio, il rapporto con la natura e l’attenzione alla scala umana.
Paimio tra UNESCO e futuro dell’architettura della cura
Con il riconoscimento UNESCO, il Sanatorio di Paimio entra ufficialmente tra le opere fondamentali del patrimonio architettonico del Novecento.
La nuova trasformazione dimostra però che tutela e cambiamento non devono necessariamente essere in contrasto.
Da sanatorio per la cura della tubercolosi a hotel e centro internazionale, Paimio cambia funzione ma conserva il principio che ne ha definito l’identità fin dall’origine: progettare spazi capaci di prendersi cura delle persone.
Copyright: ©Proloog/Snøhetta
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