Casa Moncler, nel distretto Symbiosis, non è un semplice headquarter: è un ecosistema in cui creatività, manifattura, archeologia industriale e psicologia ambientale partecipano al benessere del lavoratore. È un manifesto dei valori del brand: collaborazione, confronto e creatività. Una micro-città in cui l’energia è vibrante e le connessioni si fanno materia in ambienti polifunzionali.

Symbiosis: il laboratorio urbano che ospita Casa Moncler
Symbiosis accoglie Casa Moncler con la coerenza di un progetto urbano pensato come polo nevralgico di insediamenti produttivi, spazio pubblico e infrastrutture ambientali. È un laboratorio che trasforma un’area periferica in un ecosistema sostenibile, come dichiara Mauro Novazzi, architetto e partner di ACPV ARCHITECTS.
Sviluppato da Convivio, con i suoi 125.000 mq di superficie e una spina pedonale di 1,3 km, il distretto definisce le regole di una nuova urbanistica. L’attenzione si concentra sulla connettività pedonale e sulla qualità di un vivere comunitario in simbiosi con la natura. L’architettura non è un semplice involucro: è elemento connettivo, energia in divenire. Un organismo complesso che assorbe la frenesia urbana per restituire benessere e creatività.


L’headquarter come città interiore
Ispirato alle storiche manifatture multipiano che sorgevano nell’area, l’headquarter si configura come building-as-a-city, in cui la morfologia di ciascun ambiente si plasma per favorire la migliore integrazione tra funzionalità e natura.
Ne è emblema l’ampia corte vetrata, cuore introspettivo del progetto, capace di apportare luce naturale e benessere psicologico alle oltre 700 persone che vivono quotidianamente Casa Moncler. Caffetteria, ristorante aziendale, palestra, servizi postali, lavanderia e una stanza dedicata all’allattamento sono solo alcuni dei servizi pensati per rafforzare il senso di comunità. Non mancano spazi per la prototipazione, laboratorio materiali e aree informali in cui la creatività prende forma.
L’auditorium, modulabile grazie a pareti mobili, si adatta alle diverse esigenze e diventa elemento dinamico, linfa vitale dell’edificio. La concentrazione delle funzioni non isola, ma accelera il dialogo tra fasi creative e operative. È un’architettura che riduce le distanze tra idea, prototipo e prodotto.


La natura come alleata del processo creativo. L’edificio si fa uomo
Casa Moncler rappresenta un legame primitivo tra creatività e manifattura che incontra istintivamente il mondo naturale. Nel giardino di 7.500 mq, progettato da Parcnouveau, il terreno asseconda leggere variazioni di altezze, come un polmone vivo.
Elementi in serpentino richiamano l’origine alpina del brand: la pietra naturale, nelle tonalità grigio-verdi, si integra con le cromie dell’edificio diventandone pelle. L’antica ciminiera, preservata e reinterpretata in chiave contemporanea, si trasforma nel “naso” dell’organismo architettonico. L’aria viene incanalata a 60 metri di altezza e distribuita all’interno della serra bioclimatica che ospita tre microsistemi distinti: steppa, macchia mediterranea e deserto freddo. Questi ultimi costituiscono il vero cuore pulsante dell’edificio, capace di modulare luce e temperatura nelle diverse stagioni attraverso sistemi di compensazione e ventilazione naturale.

L’edificio si fa organismo: gli elementi diventano organi e le persone linfa vitale. L’intero complesso è in fase di ottenimento delle certificazioni internazionali WELL e LEED, standard di eccellenza nella qualità degli spazi e nell’attenzione all’impatto ambientale.

Photo credits: ©Leo Torri
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