Nel dicembre del 2024 è nato un nuovo quartiere residenziale a Khayelitsha, una città facente parte della metropoli di Città del Capo, in Sudafrica. Il progetto è ideato da Urban Think Tank, un gruppo di progettisti alternativi impegnati nel cambiamento sociale tramite progetti di architettura e urbanistica. Dopo un processo durato quasi 10 anni, il quartiere ha visto la luce all’interno della città, provando a restituire dignità alla zona caratterizzata da baraccopoli e rispondere a una crisi abitativa sempre più opprimente.

Un quartiere sviluppato insieme ai residenti
La vocazione sociale del gruppo UTT ha fin da subito caratterizzato il processo progettuale. La comunità locale è infatti stata coinvolta dalle fasi iniziali per definire le esigenze concrete e delineare il programma architettonico, così da garantire il massimo successo possibile all’insediamento. Inquadrato l’obiettivo, i progettisti hanno dato vita a un nuovo modello residenziale che potesse rispondere a quanto individuato insieme alla collettività. Sono quindi nate delle abitazioni economiche ma dignitose, con spazi piccoli ma capaci di rispondere alle necessità locali.

Non solo spazi residenziali
Il quartiere ospita anche degli spazi pubblici, per accrescere il senso di comunità e offrire ai residenti spazi non convenzionali dove creare nuovi legami sociali. Oltre a uno spazio pubblico all’aperto è presente un edificio multifunzionale dove trovano spazio dei campi sportivi, una serra per la coltivazione di vegetali, un asilo e altre sale polivalenti. Il Soweto Caracas Community Centre, così si chiama questo spazio inaugurato durante la South Africa Design Week del 2025, è il punto centrale di un programma di sviluppo delle competenze che ha l’obbiettivo di offrire corsi di formazione e/o specializzazione ai cittadini del quartiere, così da alimentare un movimento economico attualmente scarso e stagnante.


L’uso di colori e materiali per dare carattere al distretto
Uno dei concetti chiave della filosofia alla base del gruppo UTT è “Potenziare comunità svantaggiate” e l’architettura diventa lo strumento attraverso il quale la comunità può trarre vantaggi. Gli edifici sono costruiti con materiali semplici per ridurre al massimo i costi di produzione, ma grazie all’uso di colori accesi ed elementi architettonici ben riconoscibili, come le scale esterne e la struttura a shed della serra, al quartiere ha acquisito carattere e riconoscibilità.


Un modello replicabile in aree simili
L’obiettivo finale del processo urbanistico è stata la definizione di un modello residenziale e insediativo che potesse essere replicabile in altre aree del globo, declinato di volta in volta per rispondere alle esigenze della specifica comunità. Un approccio simile ma sempre diverso, adattabile ad ogni tipo di condizione sociale esistente.
Photo Courtesy of Are Carlsen
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