A Napoli, nella storica piazza Nicola Amore – all’incrocio tra Via Duomo e Corso Umberto I – gli architetti Massimiliano e Doriana Fuksas hanno creato la nuova stazione della Linea 1 metropolitana come una sorta di “bolla temporale”.

I lavori di scavo hanno portato alla luce, infatti, le fondamenta di un tempio risalente al I secolo a.C.; importantissimo ritrovamento archeologico che è stato determinante nello schema del progetto, facendolo virare su una tipologia d’intervento che ha trasformato l’area e la Stazione Duomo stessa in un’area museale unica nel suo genere.

Un ponte tra passato e futuro, nel segno della preservazione storica ma anche della ricerca di una tecnologia moderna adeguata. Ciò si traduce con l’ideazione di una struttura geodetica a forma di bolla con una cornice triangolare in acciaio e vetro, che consente leggibilità visiva e continuità dall’esterno verso l’interno. Quest’aspetto conferisce anche un tocco di leggerezza alla piazza, indirizza e convoglia l’attenzione su di sé in base anche alla deformazione percettiva che si è creata dell’asse urbano.

Colori, trame geometriche e superfici riflettenti scandiscono poi il ritmo – anche emozionale – del viaggio, che passa attraverso passaggi studiati di luce naturale e artificiale.

Al di sotto del primo piano dell’area museale, l’illuminazione che diventa anche sensoriale: dal piano ascensori, infatti, a scendere lungo le scale mobili e fino alla banchina, c’è una particolare soluzione illuminotecnica con impianto RGB, che cambia colore con la luce solare.

Esagoni intagliati nei pannelli di rivestimento e retro-illuminati con i colori delle diverse ore della giornata – che cambiano dal celeste chiaro del cielo, all’arancio del tramonto, fino al blu del crepuscolo – guidano i viaggiatori nei loro percorsi regalando un contesto essenziale; semplice e funzionale.

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