Nei suoi 91 anni di vita ha realizzato più di 100 progetti in tutto il mondo e nel 2019 aveva ricevuto il prestigioso Premio Pritzker, considerato il Nobel dell’architettura. 
Verso l’inizio degli anni ‘90 Arata Isozaki viene chiamato a realizzare uno dei tanti palazzi per la riqualificazione di Potsdamer Platz a Berlino e alla conclusione dei lavori il progetto di svela un linguaggio innovativo e poco conosciuto dagli architetti europei. Pochi anni più tardi, in Italia, si torna a parlare ancora dell’architetto giapponese menzionando un grande progetto vincitore della gara internazionale per gli Uffizi di Firenze, purtroppo mai realizzato. 

A partire da quel momento il rapporto fra l’architetto giapponese e l’Italia si fortifica e sviluppa in una serie di interventi programmatici e di grande impatto. Lo studio associato con base a Milano Arata Isozaki & Andrea Maffei Associati apre nel 2005 per dare nuove forme ad intere zone della città quali l’area Pirelli di Milano (2001) e l’area ex Fiera campionaria di Milano City Life (dal 2004). Altre realizzazioni in Italia dello studio sono il Palahockey olimpico di Torino (2002-06), la nuova stazione centrale di Bologna (2008), la sede della Provincia di Bergamo (2009) e la Biblioteca comunale di Maranello (2011). 

Ma le realizzazioni italiane sono soltanto alcune della prolifica e lunga carriera di Isozaki. L’archistar ha firmato un numero esorbitante di progetti realizzati in tutto il globo e ci piace citare i seguenti come il lascito di un progettista visionario e fortemente attaccato alla cultura del suo paese d’origine. 

Il centro culturale di Shenzhen in Cina (1997-2003); il centro culturale a Shizouka in Giappone (2000); la Qatar National Library (2002); il Weill Cornell Medical College (2004) a Doha; il Museum of Contemporary Art (2003) a Pechino; l’Hotel Puerta America (2004-05) a Madrid; il Centro medico di Oita (1961-66); il Piano di espansione della città di Skopje (1965-66); una serie di sedi della Banca Sogo di Fukuoka (sede centrale, Tokyo, Nagasumi, Saga, Ropponmatsu) eseguite tra il 1968 e il 1973; il Museo d’arte moderna della Prefettura di Gumma (1972-74); il Museo d’arte e la Biblioteca Centrale della città di Kitakyushu (1972-74); l’edificio Shuko-sha a Fukuoka (1974-75); il Centro generale per esposizioni del Giappone occidentale (1975-77); la casa Kaijima a Tokyo (1976-77); il municipio di Kamioka (1976-78); la casa Hayashi presso Fukuoka (1977); il Centro audiovisivo di Oita (1977-79); l’edificio della Nippon Electric Glass Co.Ltd a Otsu (1977-80); il Museo d’arte contemporanea di Los Angeles (1981-86); il palazzo dello sport San Jordi a Barcellona (1984-90); l’Art Tower a Mito-Ibaragi (1986-90); il centro di conferenze di Kitakyushu (1987-90).


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