Ci lascia il Maestro brasiliano, uno dei più grandi interpreti della poetica e della coerenza architettonica e sociale. Aveva 92 anni l’Architetto di fama mondiale, molto legato alla sua San Paolo, Mendes da Rocha era nato nel 1928 a Vitòria, (deceduto il 23 maggio 2021 a San Paolo) in Brasile, aveva studiato Architettura a San Paolo maturando un interesse sempre più esplicito verso l’architettura moderna, abbracciando il pensiero di Joào Batista Vilanova, fondatore della Escola Paulista. Questa scuola, sensibile ad un utilizzo marcato del cemento armato, nella sua versione più ruvida e diretta, scolpì nel giovane Mendes da Rocha, quel fascino verso la materia che lo caratterizzò per tutta la sua lunga vita professionale. Il connubio tra rigore e poesia è stato il leitmotiv dei suoi lavori che lo hanno insignito dei premi più prestigiosi come il Pritzker nel 2006 e il Leone D’Oro alla Carriera per la Biennale Architettura di Venezia nel 2016.

Affascinato da una visione sociale dell’architettura, rivolta alla ricerca di un rapporto costante di convivenza fra manufatto e territorio, fra uomo e spazio, il grande Maestro esaltò con le sue opere, fatte di eleganza e risolutezza estetica strutturale, tutti i suoi progetti. Ricordiamo la sistemazione della piazza del Patriarca a San Paolo (2002), il club Atletico Paulistano a San Paolo (1958), il Museo Brasiliano della Scultura a San Paolo (1988) e la Cappella di San Pietro a Campos do Jordào (1987). Le sue strutture resistono nel tempo, la qualità delle sue architetture sono plasmate nella durevolezza e nella prova del tempo, anche sotto il profilo stilistico e fisico. Curioso e dalle grandi capacità comunicative, ricordiamo che i suoi campi di interesse hanno spaziato in ambiti politici, geografici, sociali, tecnici e storici, ma è stata la sua integrità ideologica a fare di Mendes de Rocha un anticonformista, provocatore e appassionato realista dell’architettura contemporanea.