Un progetto firmato Studio Marco Piva
Firmato dallo Studio Marco Piva, Le Méridien Casablanca è, a tutti gli effetti, un manifesto dell’ospitalità contemporanea, essendo in grado di raccontare attraverso forme, texture e materiali un dialogo sottile tra l’eleganza globale del brand e un quantomai identitario patrimonio territoriale.
Cultura sensoriale e identità cosmopolita
Figlio della vasta “cultura sensoriale” marocchina, il progetto di interior prende le mosse da un impianto architettonico preesistente, sul quale lo Studio Marco Piva interviene con pulizia e sofisticatezza, rileggendo l’identità locale in chiave cosmopolita.
Gli ambienti sono caldi, tattili, coinvolgenti; i materiali sono i protagonisti di un racconto stratificato e polisenso: superfici lignee, tessuti morbidi, pietre dai toni sabbiosi e finiture preziose danno vita a una palette che parla di terra e tradizione.
Le texture evocano dune, intarsi artigianali e geometrie berbere, ma con uno stile minimal, attuale, elegantemente misurato.
Il Le Méridien Hub: un’accoglienza teatrale
Varcata la soglia ci si immerge così nel Le Mèridien Hub, una reinterpretazione della tradizionale lobby d’hotel, ambiente arioso e teatrale, scandito da giochi di luce ispirati alle mashrabiya con materiali naturali come il legno chiaro, atti a richiamare toni terrei, argillosi.
Un chandelier, vera e propria installazione luminosa che dialoga con lo spazio e ne amplifica la monumentalità, cattura lo sguardo con la propria carica magnetica.
Tutt’attorno, sedute informali e avvolgenti invitano alla sosta, alla conversazione, alla scoperta.
Spazi scenografici e funzionali
La scala monumentale, con struttura metallica avvolgente, collega la hall al mezzanino con slancio verticale: quest’ultimo non soltanto elemento funzionale, ma segno architettonico distintivo.
La Prefunction Room, con arredi su misura e nicchie che ospitano opere d’arte e libri, introduce poi alla Grand Ballroom mediante una sequenza di portali architettonici che scandiscono con ritmo e misura il passaggio tra le aree.
La sala si distingue per le ampie proporzioni e un’articolazione simmetrica, valorizzata da un sistema di controsoffitti retroilluminati che conferiscono profondità e luminosità.
La palette neutra, ispirata alle dune, si riflette nella moquette a disegno geometrico e nelle pannellature verticali, che integrano in modo invisibile un sistema di storage a scomparsa.
Le Safran e il Lounge Bar: multisensorialità e atmosfera
Il ristorante Le Safran racconta invece la Casablanca costiera con un linguaggio visivo intenso e catalizzante: la ceramica blu profondo riveste le pareti come un’onda grafica, richiamando l’oceano e le trame dell’artigianato marocchino.
A mo’ di contrasto, le sedute in toni ambrati e grigio perla creano, da par loro, un equilibrio ricercato ma accogliente.
Ne vien fuori un ambiente vibrante, multisensoriale, perfetto per un’esperienza culinaria capace di coniugare sperimentazione e attaccamento alle origini.
Il Lounge Bar, fluido e cangiante, muta nel corso della giornata: caffetteria solare e conviviale al mattino, salotto à la page la sera.
Il soffitto, con forme concentriche e una sinuosa luce circolare, evoca la suadente luna marocchina mentre le sedute in cuoio avviluppano l’ospite in una dimensione intima, calda, elegantemente informale.
Le camere: sobrietà e benessere
Le camere, declinate in diverse nuances, sono un’ode alla sobrietà chic.
Linee essenziali, toni neutri e materiali naturali danno forma ad ambienti ovattati e luminosi che possono vantare testiere in tessuto grafico, superfici materiche, mashrabiya reinterpretate e, più in generale, vezzi mirati in grado di rendere ogni stanza un rifugio all’insegna del benessere a 360 gradi.
Un manifesto dell’ospitalità
In ogni particolare, in tutte le sue forme, Le Méridien Casablanca si rivela, pertanto, un caposcuola in tema di ospitalità, dimostrando di potersi spingere oltre la lettera, al di là della semplice accoglienza, invitando alla scoperta e alla riscoperta della bellezza autentica, nonché alla rifondazione di un design che diventa narrazione e spazio che parla la lingua universale della geometria, della confortevolezza e dell’appartenenza.
Un progetto, quello del Méridien, che non si limita a ospitare, bensì affascina, ispira, lascia un segno indelebile di inconfondibilità.
Photo Credits: Maurizio Morra, Studio Marco Piva
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