Un hotel a 5 stelle non è soltanto sinonimo di qualità, puntualità e lusso nell’ospitalità. Talvolta, a fianco a tutto ciò, un hotel di alta classe propone un’esperienza dove la professionalità del servizio è coniugato a un’attenta proposta di design.

È il caso dell’INK Hotel Amsterdam MGallery, proprietà del colosso dell’hotellerie francese Sofitel. Situato nel cuore di Amsterdam, si trova a poco più di 5 minuti a piedi sia dalla stazione centrale che da piazza Dam e presenta 149 stanze il cui design è stato curato dallo studio Concrete Architects. L’INK è un “gioiello nascosto” dell’hotellerie a 5 stelle della capitale olandese non tanto per chi è alla ricerca di un albergo di lusso su internet ma per chi passeggia per il centro di Amsterdam, forse aspettandosi un ingresso pomposo e trionfale in stile Waldorf Astoria e trova invece una semplice ma elegante scritta argentata “INK” su sfondo nero.

L’INK presenta elementi di interior design che richiamano i temi del giornalismo, dell’inchiostro, della carta stampata legati alla storia dell’edificio che lo ospita. Dal 1904 al 1974 fu infatti sede del quotidiano cattolico olandese “De Tijd” (“Il Tempo”), sia degli uffici che della relativa stamperia. Non è dunque una sorpresa l’interior design dell’hotel sia legato allo storytelling giornalistico: dalle macchine fotografiche nelle suite alla macchina da scrivere alla reception dell’albergo, dalle planimetrie originali di inizio XX° secolo del De Tijd nella Library Lounge a dettagli simbolici come clessidre o il wall di lettere tipografiche all’ingresso dell’hotel, richiamando il tema centrale ‘Stories, Ink & time’.

Non ultimo, il ristorante-bar “Pressrom” all’interno dell’hotel. Posizionato dove sorgeva l’antica sala stampa del giornale, lo spazio è aperto al pubblico e funge ora da salone di incontro e ristoro per soggiornanti e non. Il suo payoff “where stories are yet to be written’’ è in linea con il concept dell’albergo, e il menu vuole coniugare piatti moderni e classici della cucina europea così come l’INK è testimone di un design cavallo tra i due secoli. Insomma, l’elemento temporale unisce il concept design dal nome dell’hotel alla decorazione delle stanze.

Degno di nota è anche il desiderio di rottura degli schemi nell’architettura degli spazi. Lo studio Concrete Architects racconta il progetto come una “sfocatura dei confini tra interno ed esterno, portando la strada dentro l’edificio”. Un esempio concreto è la mappa stilizzata di Amsterdam presente sui muri delle stanze, un design di Jan Rothuizen che racconta la città in maniera alternativa e fruibile.

Se siete curiosi ma non avete in programma di andare ad Amsterdam, sul sito web è possibile effettuare un tour virtuale dell’albergo: