Con il progetto “Zero” la compagnia londinese PriestmanGoode vuole ridisegnare la concezione di takeaway e food delivery packaging attraverso i principi del circular design. Il set comprende una borsa per il trasporto e dei contenitori in stile “bento” riutilizzabili, prodotti con biomateriali ottenuti da scarti alimentari quali Mycellium, Lexcell e Nuatan. Un progetto che punta quindi a offrire una valida alternativa al packaging usa e getta, attraverso un design elegante e 100% sostenibile che arricchisce l’esperienza di consumo.

Sviluppato per il Re-Made Project” della rivista Wallpaper* e ospite al Salone del Mobile 2021, “Zero” rappresenta un concept d’avanguardia che vuole far riflettere sul valore della circolarità e sull’importanza di un consumo responsabile. Per questo motivo la pionieristica PriestmanGoode ha voluto coinvolgere studi e designer di spicco del mondo dei biomateriali, tra i quali troviamo Paula Nerlich: la designer berlinese che ha sviluppato COCOA_001, un materiale composto per il 40% da scarti della lavorazione del cacao e principale componente delle bento box del set “Zero”.

Obiettivo del progetto non è però solo quello di sensibilizzare il consumatore. L’estetica gioca un ruolo di primo piano, con l’intento di trasformare un semplice packaging in un qualcosa di desiderabile, capace di offrire una esperienza di acquisto di qualità e all’insegna del design. Jo Rowan, Associate Director of Strategy di PriestmanGoode, cita infatti il cambiamento delle abitudini dei consumatori in seguito alla pandemia: i momenti di convivialità si sono spostati soprattutto nel contesto casalingo, creando così la necessità di ridisegnare l’estetica della tavola, non più nelle mani del ristoratore.

Insomma, se “Zero” dovesse essere prodotto su larga scala, la cultura del takeaway subirebbe un cambiamento rilevante, caratterizzato da una nuova percezione del consumatore: maggiormente consapevole e guidato da nuovi criteri per le proprie scelte d’acquisto.