Premiato ai “Future Food Design Awards” del “DutchInstitute of Food& Design”, “Totomoxtle” di Fernando Laposse è un progetto che impone una riflessione collettiva sulla biodiversità alimentare e sul valore delle culture indigene.

Per produrre questo biomateriale infatti, il designer messicano ha voluto coinvolgere la comunità mixteca di Tonahuixtla, nello stato di Puebla. La cultura e la storia contadina di questo popolo e il loro rapporto con le varietà di mais autoctono rappresentano il cuore di questo progetto.

La materia prima impiegata per ottenere Totomoxtle deriva infatti dagli scarti di lavorazione del mais e in particolare dalle bucce che avvolgono le pannocchie: queste vengono lavorate a mano per ottenere un rivestimento rigido che trasforma pareti, lampade, vasi e altri oggetti in veri e propri capolavori.

“Questo progetto va oltre l’estetica. Totomoxtle vuole ridare vita alle pratiche agricole tradizionali del Messico, creando un nuovo prodotto che possa generare valore per le comunità contadine ormai impoverite e promuovendo la preservazione della biodiversità locale.”

Tutela della biodiversità, valore economico e sociale per le comunità locali, circolarità dei processi produttivi. Insomma, Totomoxtle non è una semplice impiallacciatura per ornare oggetti, pareti e mobilio, ma un progetto che fa toccare con mano molte delle criticità che affliggono la società contemporanea. Il Messico rappresenta un caso studio esemplificativo, se consideriamo che le varietà autoctone di mais stanno venendo soppiantate dall’importazione di varietà ibride e geneticamente modificate.

“Al momento i nativi sono l’unica speranza per salvare le varietà di mais autoctono. Questi continuano a coltivarle per preservare la tradizione piuttosto che per guadagno.”

Con Totomoxtle, la speranza è quella di ridare voce alle realtà indigene del paese e al loro impegno per preservare la diversità del territorio e l’uso e i costumi dei popoli nativi che lo abitano.