Il termine natura morta è da sempre sinonimo di pittura fiamminga in cui fiori, frutti e ortaggi sono ritratti protagonisti su tavole imbandite o umili cucine che fanno da sfondo. Questo fino al 2013, quando Florent Tanet – fotografo e art director parigino – decide di dedicarsi esclusivamente alla fotografia approfondendo sempre di più il concetto di still life e attribuendogli il suo personale significato.

Parigi, 1987. Da sempre appassionato di arte e design frequenta arti applicate alla Scuola Superiore Duperrè, ma è solo dopo essersi diplomato che si avvicina al mondo della moda e del textile design, gettando così le basi per la sua carriera da artista poliedrico che lo vedrà prima collaborare con marchi del calibro di Chanel e Lacoste e poi emergere come fotografo.

Influenzato da artisti quali Erwin Wurm e Wim Delvoye e dalla loro capacità di padroneggiare il colore e le forme degli oggetti, con le sue composizioni fotografiche Florent rivoluziona completamente il tema dello still life. Non vengono più affrontati la fragilità della vita e la caducità del tempo in queste nature morte del tutto moderne, ma semplicità e rigore compositivo. Lo scopo del giovane artista, infatti, è quello di elevare ad opera d’arte oggetti comunemente presenti nel nostro quotidiano (e quale soggetto migliore se non il cibo?) attraverso una decontestualizzazione del loro utilizzo. In altre parole, rendere semplicità e quotidianità una vera e propria opera d’arte.

Così come per i pittori fiamminghi, anche negli scatti di Florent i soggetti raffigurati sono per lo più frutti e ortaggi. Ma questa volta a sorreggerli c’è uno sfondo pastello monocromatico, che ne delinea i contorni mettendo in risalto gli alimenti in maniera scultorea. “Considero le mie composizioni come sculture o dipinti, in cui non c’è posto per la casualità. Dedico molto tempo al layout delle mie produzioni, che è ciò che gli dà interesse” spiega l’artista. Dietro ogni progetto una grande ricerca delle forme e una grande tecnica: scomporre gli alimenti nelle loro parti più piccole ed elementari per ricomporli secondo complementarità, texture, colori e dimensioni.

Una delle serie più affascinanti della sua carriera da fotografo è sicuramente Colorful Winter, in cui Florent si diverte a vivisezionare frutta e verdura in un’atmosfera “Le mie foto mostrano che la cucina è un parco giochi per il cuoco e per colui che mangia.” Racconta il fotografo “Queste foto sono il risultato di un gioco gourmet. Alla fine, non vediamo solamente mele, pere o carote, ma sculture, disegni e pattern; è l’aspetto più poetico del gioco ad interessarmi”.


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