A Torino, l’architetto e paesaggista Benedetto Camerana ha realizzato un intervento non da poco: far diventare un enorme spazio – grigio – e dedicato solo alle automobili, in un rigoglioso parco. Andando addirittura a raggiungere un primato: ecco a voi il giardino sospeso più grande d’Europa.

© Marco Schiavone – courtesy Benedetto Camerana

La Pista500 ha trasformato il tetto della vecchia pista di prova del Lingotto, ex stabilimento FIAT d’inizio ‘900 (un luogo che solo un centinaio di anni fa era una notevole fonte d’inquinamento, dove sul suo utilizzo regnavano segreti e inaccessibilità), in un’oasi sostenibile e aperta a tutti.

Quasi 40mila piccoli alberi, arbusti e piante erbacee si stanno, infatti, riappropriando dello spazio occupato dal cemento – la storica sede automobilistica è stata attiva dal 1923 ai primi anni ’80 – trasformando un elemento di archeologia industriale in fucina di sostenibilità e inclusione.

© Marco Schiavone – courtesy Benedetto Camerana

Nel 1994 l’ex fabbrica ha riaperto al pubblico come grande struttura multifunzionale, grazie a un progetto di recupero di Renzo Piano. Il nuovo Lingotto offre spazi di lavoro, ospitalità, attività commerciali, culturali ed eventi. Adesso si aggiunge lo sviluppo di tangibili principi ambientali attraverso un parco lineare contemporaneo che trasforma una proprietà privata in uno spazio pubblico dove le persone possono riunirsi in un posto unico al mondo.

© Marco Schiavone – courtesy Benedetto Camerana

All’interno e intorno all’anello – chilometrico con le due iconiche curve paraboliche – mettono radici oltre 300 specie e varietà autoctone, selezionate su criteri ecologici: la maggior parte sono piante erbacee perenni che crescono rapidamente senza richiedere molta acqua. Noccioli, piante tintorie e specie commestibili si alternano – tra le tubazioni industriali blu a vista – ad aree fitness, meditazione, yoga, mentre la pista da corsa in resina blu, che si snoda tra le aree tematiche e i sentieri del giardino, diventerà un percorso per veicoli a propulsione elettrica, oltre che per biciclette e monopattini.

© Marco Schiavone – courtesy Benedetto Camerana

Dunque, anche qui, proprio come sulla High Line di New York, la natura sta già (ri)prendendo dimora attirando libellule, colibrì e farfalle e creando così una speciale– e desiderata – biodiversità.

© Federico Masino – courtesy Benedetto Camerana