Il proverbio “anno nuovo, vita nuova” quest’anno non può essere realizzato molto facilmente: la nostra vita sembra sempre un po’ in stand-by e spesso si cercano nuovi passatempi per riempire le giornate.
Durante queste fredde giornate invernali, perché non immaginare di costruirsi da zero il proprio nuovo mezzo di trasporto da sfruttare poi in primavera? Grazie alla ditta olandese Bleijh, si può.
Seguendo la buona tradizione ciclistica olandese, questi designers hanno progettato la Sandwichbike, una bicicletta sostenibile che ognuno di noi può assemblare a casa prima di poterla effettivamente utilizzare.
Com’è possibile? Grazie ad una progettazione curata in ogni dettaglio, che vi illustrerò in quest’articolo, raccontandovi questa storia dall’inizio.
Nel 2006, Bleijh partecipò all’International Bicycle Design Competition a Taiwan con l’intento di riutilizzare materiali e realizzare una bici home-made: si guadagnò il quinto posto alla competizione ma soprattutto un’importante fama online. Quest’ultima spronò i designers a migliorare la progettazione della bicicletta collaborando con diverse figure di ingegneri, così che dal 2013 è disponibile sul mercato.
Nel 2017 fu inoltre presentata al salone del mobile di Milano, riscontrando una importante popolarità.
I concept alla base di questa iniziativa sono il flat packing, ovvero riuscire a creare piccoli pacchi che possono essere facilmente spediti, e l’home assembly, cioè la possibilità di autocostruire il prodotto con poche difficoltà.
A questi, si affianca l’idea principale: la sostenibilità. L’intento è infatti quello di incoraggiare una mentalità green: sia perché assemblando i materiali si possono valutare le caratteristiche dei materiali (ad esempio la texture, il peso, ecc …), sia perché si promuove il concetto di mobilità dolce, sperando di ridurre il numero di automobili e quindi diminuire la temuta produzione di CO2. Inoltre, anche le materie utilizzate riprendono questa strategia green: il telaio è in legno proveniente da una foresta tedesca gestita in modo sostenibile.
L’home assembly di questa bicicletta è possibile grazie ad un design definito “sandwich”, che prevede due telai in legno compensato assemblati attraverso alcuni cilindri e l’utilizzo di poche viti, in modo da limitare e semplificare i passaggi necessari.
All’interno della scatola che si riceve a casa vi è tutto il necessario per divertirsi a costruire la propria bicicletta: in totale, tra pezzi e strumenti, la confezione contiene meno di 50 pezzi.
Una domanda che può sorgere spontanea è: questa bici sarà resistente? E la risposta è affermativa in quanto i materiali utilizzati (principalmente legno ed acciaio) sono molto solidi ed il legno è rivestito per resistere alle intemperie.
Avendo avuto un discreto successo, i designers hanno deciso di sviluppare un’alternativa al modello “wooden fork”, che è realizzato completamente in legno: è stata progettata anche la bicicletta “steel fork”, che presenta una forcella in acciaio, più resistente di quella in legno.
Quest’idea di mobilità dolce è da tempo radicata nella cultura del Nord Europa, dove la maggior parte dei cittadini si sposta principalmente in bicicletta. Fortunatamente questo periodo particolare ha permesso di promuovere ancora di più questa visione anche in Italia.
Credo che la possibilità di autocostruirsi il proprio mezzo di trasporto possa spronare un maggior numero di persone, soprattutto quelle che amano il fai-da-te.
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