Siamo cresciuti con il mito di Willy Wonka. C’è chi lo ricorda con il volto di Gene Wilder, nel film del 1971 di Mel Stuart, e chi lo associa a Johnny Depp, nella versione di Tim Burton del 2005. Poco importa quale sia il nostro Wonka: basta sentire parlare di una fabbrica di cioccolato perché si possa tornare bambini. Il brivido di scartare emozionati una tavoletta nella speranza di vedere il riflesso scintillante del Gold Ticket. Quello che permette a un bambino qualunque di varcare la soglia di un mondo straordinario.

Con il nuovo ampliamento dello stabilimento Leone 1857 a Collegno, firmato da PIUARCH, quella porta si apre davvero. Non ci sono biglietti d’oro da trovare, perchè ognuno di noi si può sentire il bambino fortunato.

Un percorso accompagna il visitatore dentro la manifattura, con una rampa elicoidale che oltre ad elemento architettonico si trasforma in percorso narrativo. La Fabbrica della Felicità nasce proprio da questa possibilità: guardare il cioccolato da vicino, seguirne la lavorazione e riscoprire il piacere di lasciarsi sorprendere da qualcosa che conosciamo fin da bambini. Per qualche ora, si entra in fabbrica con gli occhi di chi aspetta soltanto di vedere come nasce il cioccolato. Molto più di un alimento, ma simbolo culturale in tutto il mondo.

L’ampliamento dello stabilimento di Leone 1857 secondo PIUARCH

L’ampliamento dello stabilimento di Collegno accompagna la crescita produttiva di Leone 1857 con un edificio che relaziona il lavoro quotidiano all’esperienza dei visitatori. Il progetto si sviluppa in continuità con il complesso esistente e si organizza attorno a tre campate longitudinali. Quella centrale ospita le nuove linee per la produzione del cioccolato, mentre le due laterali accolgono magazzini, spazi tecnici e distribuzione. Un impianto razionale, pensato per rispondere alle esigenze della produzione senza rinunciare alla qualità degli ambienti.

Anche la copertura partecipa a questo equilibrio. La successione delle falde inclinate e dei lucernari riprende il principio dello shed industriale, portando la luce zenitale negli spazi di lavoro. Ne risultano ambienti luminosi e ariosi, con affacci sulla corte interna verde. Qui la luce naturale richiama il rapporto con l’esterno, definendo il carattere degli spazi.

Ma è soprattutto la trasparenza a cambiare il modo di percepire la fabbrica. Le superfici vetrate, le corti e le relazioni visive tra gli ambienti rendono visibile il  “dietro le quinte”. Il lavoro, i macchinari, le diverse fasi della produzione, la manifattura diventano il fulcro del racconto.

Una fabbrica da attraversare

L’ingresso si apre su una lobby a tutta altezza, con reception, caffetteria e area vendita, organizzata attorno al giardino interno. Da qui parte una grande rampa elicoidale, che accompagna il visitatore verso il percorso espositivo. La rampa introduce una diversa prospettiva sull’edificio e sul suo funzionamento, costeggiando le nuove linee produttive e attraversando spazi polifunzionali e sale esperienziali, sempre in relazione visiva con le attività della fabbrica.

Il percorso culmina nell’arena, uno spazio con gradinate che mette in relazione la sede storica e il nuovo ampliamento. Da un lato, lo sguardo raggiunge la corte piantumata e le linee dedicate al cioccolato; dall’altro, si apre verso l’edificio in cui continua la produzione delle pastiglie. Due momenti della storia di Leone convivono così nella stessa prospettiva, rendendo leggibile il legame tra la manifattura storica e il suo sviluppo contemporaneo.

Una facciata che racconta Leone 1857

Anche dall’esterno, il progetto lavora sul rapporto tra memoria e trasformazione. La facciata principale riunisce il nuovo ampliamento e gli edifici esistenti in un unico fronte architettonico, destinato a diventare il nuovo volto dello stabilimento.

Il rivestimento ceramico si articola in due registri. In alto, la terracotta naturale richiama il laterizio e le architetture industriali piemontesi di fine Ottocento. In basso, elementi smaltati policromi introducono un contrappunto cromatico che rimanda all’identità di Leone 1857 e alle sue celebri pastiglie.

Il passaggio tra le due superfici suggerisce l’apertura di un sipario: dietro il richiamo alla tradizione costruttiva emerge l’universo visivo del brand. Il racconto della fabbrica comincia prima ancora di varcarne la soglia.

La memoria industriale come risorsa per il futuro

PIUARCH riprende i principi della chiarezza costruttiva, del rapporto con il paesaggio e della centralità del lavoro. Li traduce in un’architettura capace di rispondere alle esigenze produttive contemporanee e alle trasformazioni future dell’azienda.

La stessa attenzione si ritrova nelle scelte ambientali che hanno portato alla certificazione LEED Gold. L’utilizzo della luce naturale, l’efficienza energetica, la qualità degli spazi interni e l’incremento delle superfici verdi sono perni attorno cui ruota il progetto.

La fabbrica rimane un luogo di lavoro, ma diventa anche uno spazio da attraversare e conoscere. E il cioccolato, prima ancora di arrivare sullo scaffale, torna a essere una materia da scoprire.

“La sfida era progettare uno spazio che rispondesse alle esigenze della produzione contemporanea senza rinunciare alla possibilità di raccontarla. L’architettura diventa così il mezzo attraverso cui la manifattura si rende visibile, trasformando la visita in un’esperienza diretta del lavoro, della materia e della cultura produttiva di Leone.” ha dichiarato Germán Fuenmayor, Founding Partner di PIUARCH

Photo credits: ©Andrea Martiradonna


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