L’Ex Macello di Milano si trova nel quadrante sud-est della città, nel Municipio 4, tra viale Molise, via Cesare Lombroso, via Azzurri d’Italia, via Maspero e via Vismara, accanto all’attuale Ortomercato. L’intero comparto occupa circa 150.000 metri quadrati, equivalenti a 15 ettari, e faceva parte della più ampia cittadella dei mercati generali milanesi.

Il complesso nacque nei primi decenni del Novecento, quando Milano stava crescendo rapidamente e aveva bisogno di infrastrutture moderne capaci di organizzare l’approvvigionamento alimentare della popolazione. Le fonti riportano diverse date in relazione alle varie parti del complesso: alcuni edifici furono progettati tra il 1912 e il 1914, mentre il nuovo Macello comunale e mercato del bestiame di viale Lombroso, progettato dall’ingegnere Antonio Cecchi, fu completato nel 1929.

La città produttiva

L’area funzionava come una vera macchina urbana dedicata alla filiera alimentare. Il Macello comunale conviveva con il mercato del bestiame, il mercato delle carni e quello avicunicolo, all’interno di un sistema di padiglioni, gallerie, cortili e strutture di servizio. La sua architettura racconta ancora oggi quella funzione: grandi edifici industriali, strutture seriali e spazi molto ampi pensati per la movimentazione di merci e animali.

Con il tempo questo sistema perse progressivamente la propria funzione. La dismissione iniziò negli anni Novanta e interessò gradualmente le diverse attività; il Comune indica nel 2005 la completa chiusura del Macello. Per quasi vent’anni una delle più grandi aree produttive della città rimase quindi in gran parte inutilizzata.

Ex Macello – Courtesy Aria

Dall’abbandono al patrimonio industriale

La lunga fase di abbandono trasformò progressivamente l’Ex Macello. La vegetazione spontanea iniziò a occupare cortili e spazi aperti, mentre padiglioni e strutture produttive divennero una sorta di paesaggio di archeologia industriale nel mezzo della città.

Il valore dell’area, tuttavia, non è solamente estetico. Gli edifici rimasti costituiscono una testimonianza della Milano produttiva del Novecento e dell’antico sistema dei mercati cittadini. Proprio per questo, nel 2020, alcuni edifici dell’Ex Mercato Carni e il portale dell’Ex Avicunicolo sono stati riconosciuti di interesse culturale e sottoposti a tutela.

Questo patrimonio è diventato uno degli elementi centrali anche del progetto di trasformazione: l’obiettivo non è cancellare completamente ciò che esiste, ma utilizzare una parte delle strutture storiche come base per costruire una nuova identità urbana.

2019–2021: nasce il progetto ARIA

La svolta arriva nel 2019, quando il Comune di Milano inserisce l’Ex Macello nella seconda edizione di Reinventing Cities, programma internazionale promosso da C40 dedicato alla trasformazione sostenibile di grandi aree urbane.

Nel 2021 viene scelto come vincitore ARIA, progetto presentato da REDO SGR, oggi Near SGR. Il gruppo di progettazione comprende Snøhetta, nel ruolo di lead architect, insieme a Barreca & La Varra, Cino Zucchi Architetti, Stantec e Chapman Taylor, oltre a numerosi soggetti specializzati negli aspetti sociali, ambientali, culturali ed economici della trasformazione.

L’idea alla base di ARIA è particolarmente interessante perché la rigenerazione non viene pensata solamente come sostituzione degli edifici esistenti. Il progetto cerca invece di recuperare parte dell’identità industriale del luogo, trasformando l’Ex Macello in un quartiere aperto e collegato con Calvairate e con il resto della città.

Ex Macello – Courtesy Aria

Prima del nuovo quartiere: gli usi temporanei

Uno degli aspetti più interessanti della storia recente dell’Ex Macello è ciò che è accaduto tra l’abbandono e la trasformazione definitiva.

Invece di lasciare l’intera area chiusa fino alla conclusione dei lavori, dal 2022 è stato avviato un programma di meanwhile uses, cioè di usi temporanei. L’area è stata progressivamente aperta alla città attraverso manifestazioni culturali, musica, design, arte, incontri pubblici e attività legate al quartiere.

Nasce così ARIA Ex Macello, progetto di placemaking sviluppato da Near SGR e Fondazione Housing Sociale, con la produzione negli anni più recenti di Fabrique e BlackBox. Lo spazio industriale abbandonato diventa temporaneamente un grande luogo pubblico e culturale, mentre parallelamente procede il progetto di rigenerazione.

Ex Macello – Courtesy Aria

Nel 2022 l’Ex Macello riapre alla città

Una delle prime importanti aperture avviene nel 2022, quando l’Ex Macello entra nel circuito di Piano City Milano. Nello stesso periodo viene utilizzato anche in occasione del Salone del Mobile, permettendo a molti milanesi di entrare per la prima volta in un luogo che per anni era rimasto sostanzialmente inaccessibile.

È l’inizio di un processo in cui l’uso temporaneo non serve soltanto a organizzare eventi: diventa uno strumento per far conoscere nuovamente un pezzo di città prima della sua trasformazione.

Courtesy Stantec

Nel 2023 Alcova e la Milano Design Week

Il 2023 rappresenta probabilmente uno dei momenti decisivi per la riscoperta dell’Ex Macello. Durante la Milano Design Week, il complesso viene scelto come sede della quinta edizione di Alcova, piattaforma indipendente fondata da Joseph Grima e Valentina Ciuffi.

Gli enormi padiglioni industriali ospitano oltre 70 progetti, tra designer, aziende, gallerie, istituzioni e talenti emergenti provenienti dal panorama internazionale. L’architettura decadente del Macello diventa parte integrante degli allestimenti: invece di nascondere muri consumati, strutture industriali e vegetazione spontanea, Alcova li utilizza come scenario del design contemporaneo.

Nello stesso anno l’attività dell’area cresce enormemente. Secondo ARIA, durante La Lunga Estate 2023 vengono organizzati 51 eventi pubblici, 7 visite guidate e 10 incontri di dibattito, raggiungendo complessivamente più di 300.000 partecipanti. Vengono inoltre attivate più di venti collaborazioni nel campo della cultura, dell’arte e dell’intrattenimento e coinvolti 16 enti locali.

L’Ex Macello ospita inoltre la redazione milanese della rivista indipendente Scomodo, mentre Giacimenti Urbani lavora sul recupero, l’esposizione e il riutilizzo degli oggetti di archeologia industriale rinvenuti all’interno del sito.

2024–2026: musica, feste, arte e cultura

Negli anni successivi l’Ex Macello consolida la propria identità temporanea come uno dei grandi spazi open-air della città.
Nel 2024 viene sviluppato un programma particolarmente ampio. Vision Open Air porta nell’area musica elettronica e DJ internazionali; il Looper Fest trasforma il complesso in uno spazio dedicato a writing, graffiti, skate, break dance e cultura urbana; lo Skate and Surf Film Festival unisce cinema, musica, sport e mostre.

L’Ex Macello ospita anche teatro con Cantiere Odissea, con spettacoli di Giacomo Poretti, Silvia Guerrieri e Gioele Dix; mercati creativi come Wunder MRKT; iniziative di quartiere come Stai a Calva?; laboratori sul recupero e il riuso organizzati da Giacimenti Urbani e appuntamenti legati alla Milano Arch Week.
Parallelamente cresce soprattutto la dimensione musicale. L’area viene gestita per alcuni eventi da realtà milanesi come BlackBox e Fabrique e diventa uno spazio per concerti e grandi feste open-air capace di ospitare migliaia di persone. Nel settembre 2024, per esempio, durante la Fashion Week si esibisce Black Coffee.

Tra novembre 2024 e febbraio 2025 arriva invece Lumina Park, installazione immersiva di luci ispirata ad Alice nel Paese delle Meraviglie, inserendo l’Ex Macello in un circuito che coinvolge diverse città europee.

Anche nel 2026, mentre procede l’iter della rigenerazione, gli usi temporanei continuano. Il programma comprende musica elettronica, eventi culturali e feste open-air, con appuntamenti come Vision Open Air, Le Cannibale, Giardino dei Visionari, Milan Open Air e Toilet Macello, oltre a DJ internazionali come Charlotte de Witte, Michael Bibi e Solomun.

L’Ex Macello è quindi passato, almeno temporaneamente, da luogo chiuso e produttivo a spazio collettivo, frequentato per musica, design, cultura, arte, mercati, spettacoli e attività di quartiere.

Courtesy Barreca & La Varra

Il nuovo quartiere ARIA

Questa fase è però transitoria. Il futuro dell’Ex Macello è rappresentato dal grande progetto di rigenerazione ARIA.
Nel settembre 2026 la Giunta comunale ha adottato il Piano Attuativo dell’area. Il progetto prevede un mix di residenza, formazione, cultura, commercio, servizi, spazi di lavoro e grandi aree pubbliche, mantenendo e rifunzionalizzando una parte significativa del patrimonio esistente.

Una delle componenti principali sarà l’edilizia residenziale sociale. Il progetto prevede oltre 1.200 nuovi appartamenti, in larga maggioranza destinati alla locazione a canone convenzionato, con particolare attenzione a giovani e famiglie.
Un altro elemento fondamentale sarà il nuovo campus internazionale IED – Istituto Europeo di Design. Circa 30.000 metri quadrati saranno destinati al campus, pensato per circa 4.500 studenti, insieme a uno studentato da circa 600 posti. Parte delle strutture storiche dell’Ex Macello sarà quindi recuperata proprio per accogliere nuove funzioni educative e culturali.

Il progetto comprende inoltre un plesso scolastico, attività economiche e commerciali, laboratori e coworking, servizi di interesse pubblico e spazi dedicati alla cultura. Più di 30.000 metri quadrati saranno destinati a verde, piazze e percorsi pubblici.

Anche la struttura urbana cambierà radicalmente. Le barriere che storicamente separavano il Macello dai quartieri circostanti verranno progressivamente eliminate e nuove connessioni ciclopedonali attraverseranno il sito. Gli edifici storici recuperati si affacceranno su un grande cuore verde, mentre una passeggiata attraverserà la Galleria storica e collegherà le diverse parti dell’intervento.

Courtesy Barreca & La Varra

Da recinto produttivo a spazio collettivo

La trasformazione dell’Ex Macello racconta in piccolo più di un secolo di storia urbana milanese. Nato come infrastruttura produttiva chiusa e specializzata, fondamentale per il funzionamento della città industriale, ha perso progressivamente la propria funzione fino a diventare un enorme vuoto urbano.
Negli ultimi anni, però, quel vuoto ha assunto un significato diverso. Prima ancora della costruzione del nuovo quartiere, gli usi temporanei hanno permesso alle persone di attraversare, conoscere e utilizzare uno spazio che per decenni era rimasto separato dalla vita quotidiana della città.

Design Week, concerti, feste, street art, teatro, mercati, incontri pubblici e iniziative di quartiere hanno quindi costituito una sorta di fase intermedia della rigenerazione: l’Ex Macello ha iniziato a cambiare non attraverso la demolizione o la costruzione, ma attraverso nuovi modi di essere utilizzato.
Il futuro ARIA porterà questa trasformazione a una scala permanente. Residenze, università, servizi, verde e spazi pubblici prenderanno il posto della monofunzionalità produttiva originaria, mentre una parte delle architetture esistenti continuerà a raccontarne la memoria. L’Ex Macello passa così da luogo della produzione a luogo dell’abitare, della formazione e della socialità, cercando di conservare nel nuovo quartiere le tracce della città che esisteva prima.

Cover Photo courtesy Aria


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