Dal 9 all’11 ottobre torna EDIT Napoli, la fiera dedicata al design editoriale e d’autore, che per la sua ottava edizione rafforza la propria dimensione internazionale e amplia il programma tra La Santissima e il quartiere di Chiaia. Circa 80 espositori italiani e internazionali, una delegazione di 40 operatori provenienti da 12 Paesi, nuovi format espositivi, workshop e progetti diffusi costruiscono un’edizione che mette al centro la ricerca, l’autorialità e la qualità del progetto.

Con il titolo “Where Design Shapes”, EDIT Napoli guarda al momento in cui il design prende forma: processi, materiali, gesti, competenze e relazioni diventano parte integrante del progetto. Nata per dare spazio ad autori, designer, architetti e realtà indipendenti, la manifestazione partenopea continua a costruire una piattaforma dedicata a una nuova generazione di progettisti ed editori, attivi tra linguaggi sperimentali, materiali e modelli produttivi alternativi. L’edizione 2026 amplia questa vocazione attraverso un programma che mette in relazione la dimensione internazionale della fiera con il patrimonio architettonico e culturale di Napoli.

Tra le novità debutta Camera con vista, nuovo format che invita designer, studi e aziende a interpretare la camera come spazio abitabile di sperimentazione e messa in scena. Affacciati simbolicamente sul Vesuvio, gli ambienti propongono differenti visioni dell’abitare contemporaneo attraverso arredi, oggetti e materiali. La vista sul Golfo diventa così parte integrante del progetto, trasformandosi da semplice sfondo in apertura verso il paesaggio e verso nuove possibilità dell’abitare.

Lucas Muñoz Muñoz, 10PULP-L (©Francesco Stelitano)

A La Santissima il design prende forma tra materia, ricerca e nuove visioni

È La Santissima – grande hub culturale e creativo multidisciplinare di oltre 7.500 metri quadrati nei Quartieri Spagnoli – il cuore dell’edizione 2026, con circa 80 espositori e un programma di progetti speciali che mette in dialogo designer, aziende e realtà internazionali. Per la prima volta Lancia è main sponsor di EDIT Napoli e porta al primo piano del complesso un’installazione realizzata insieme a DWA Design Studio, in occasione della presentazione della nuova Lancia Gamma. Ad accogliere i visitatori sarà inoltre un’installazione del designer e artista francese Olivier Vadrot, realizzata da EDIT Napoli. Tra gli espositori tornano anche Chiara Lionello e Katryna, vincitori della precedente edizione, accanto a numerose conferme e a una nuova selezione di nomi italiani e internazionali.

La vocazione internazionale della fiera si sviluppa anche grazie al contributo di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, che sostiene per la prima volta l’evento con un incoming di 40 professionisti tra architetti, developer e media. La delegazione arriva da Messico, Repubblica Dominicana, Costa Rica, El Salvador, Nicaragua, Stati Uniti, Sudafrica, Svizzera, Regno Unito, Giappone, Corea del Sud e Polonia.

EDIT CULT porta il design nei palazzi storici di Chiaia

Accanto alla fiera torna EDIT Cult, il programma diffuso di mostre, installazioni e progetti site-specific che mette in dialogo il design contemporaneo con il patrimonio storico e architettonico di Napoli. Dopo aver attraversato negli anni chiostri, castelli, certose e musei, nel 2026 il percorso si sposta verso Chiaia, in una discesa simbolica verso il mare e verso quell’orizzonte internazionale che guarda anche alla 38ª edizione dell’America’s Cup, prevista a Napoli nel 2027.

Tra gli appuntamenti principali, al Museo Diego Aragona Pignatelli Cortés arriva Crochet Coral Reef di Margaret e Christine Wertheim, in collaborazione con il Museum Frieder Burda e con il sostegno principale di Crédit Agricole Italia. Alla Chiesa di San Rocco a Chiaia – Fondazione Pietà de’ Turchini, Archetipi di Pace di Fabrizia Frezza e Felice Limosani mette in relazione scultura, luce e parola. Cinque altari diventano altrettanti punti di una riflessione sulla possibilità dell’incontro con l’altro: le sculture in cotto, smalto e cocciopesto di Frezza, realizzate insieme a Pericle Moretti, dialogano con l’installazione video di Limosani, costruita attraverso parole come Differenza, Distanza, Misura, Relazione e Pace.

A Palazzo Ruffo della Scaletta, L’Equilibrista di Lombardini22, insieme a Mangini e B&B Italia, traduce invece l’equilibrio in un’esperienza immersiva. Elementi sospesi e contrappesi compongono un sistema in continuo riassestamento, nel quale anche il movimento dei visitatori modifica la stabilità dell’ambiente. Alla Fondazione Plart, la mostra Controtempo, curata da Domitilla Dardi, raccoglie oltre cinquanta opere di Massimo Lunardon, maestro del vetro protagonista di collaborazioni con artisti, designer e architetti internazionali. Il percorso è articolato in tre sezioni – Interpretazioni, Q/A e Teatro Lunardon – e racconta attraverso il vetro un immaginario costruito nel tempo attraverso incontri e collaborazioni. In occasione della mostra sarà pubblicata anche una monografia dedicata al lavoro di Lunardon.

Alla Chiesa di Santa Caterina da Siena – Fondazione Pietà de’ Turchini, Common Ground di Margherita Rui riunisce cinque realtà della manifattura italiana – NasonMoretti, Fornace Brioni, Fortuny, Imolarte e Amenta Incisioni – attorno alla tavola come spazio di incontro. Vetro, cotto, tessuto e ceramica si incontrano attraverso colori, segni e gesti ricorrenti, costruendo una grammatica comune capace di mantenere riconoscibili territori e saperi differenti.

Workshop, premi e una community sempre più coinvolta

Il programma di EDIT Napoli 2026 si completa con nuove occasioni di partecipazione, a partire dai workshop aperti al pubblico, pensati per raccontare il design attraverso processi, gesti, tecniche e materiali. La fiera diventa così anche uno spazio in cui fermarsi, sperimentare e costruire insieme.

Tra gli appuntamenti Brick after brick: bread after bread, workshop di Studio CoPain, invita i partecipanti a trasformare il pane raffermo in un materiale da costruzione. Woven 3D Shapes – Original Digital Technology di Alison Grace Martin esplora invece il rapporto tra geometria, artigianato e forme naturali.

Anche quest’anno EDIT Napoli assegna inoltre il premio per il miglior prodotto inedito presente in fiera. La giuria è composta da Aliai Forte, designer e imprenditrice di Rocco Forte Hotels, Francesca Lanzavecchia, designer, Asad Syrkett, Head of Editorial Content di AD Italia, e Maria Dolores Uribe, founder e Creative Director di Studio 84 e UNNO Gallery.

Con l’ottava edizione, EDIT Napoli continua così a costruire una manifestazione in cui la fiera, i progetti speciali e il patrimonio della città diventano parti di uno stesso percorso. “Where Design Shapes” racconta il design non soltanto come risultato, ma come processo: un insieme di materiali, competenze, relazioni e idee che prende forma a Napoli e da Napoli guarda al mondo.


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