Vacanze di Natale 2018: voglia di neve, voglio andare in montagna, capodanno stile Vanzina, Cortina…

No, troppo demodé, opto per un’altra perla delle dolomiti: San Candido. 

Decido di prenotare un 4 stelle S e scelgo la suite, che dovrebbe farmi avere quelle coccole in più che ho deciso di dedicarmi, sia in termini di spazio che di servizio da parte della struttura.

Arriva quindi il fatidico giorno della partenza: 30 dicembre, un traffico abbastanza sostenuto che affronto con l’entusiasmo delle partenze vacanziere. Mi rendo conto che forse tre valigie a testa per otto giorni sono un po’ tantine ma bisogna tenere conto dell’abbigliamento invernale, che ingombra molto di più di quello estivo, le tavole, gli scarponi, le tute da sci e poi, scusate, la S del 4 stelle superior mi ha incoraggiato a scegliere uno stile più…habillè.

Arriviamo, dopo diverse ore di viaggio, in questo incantevole paese di montagna che sembra appena uscito da una favola.  Il primo impatto con l’hotel è davvero molto positivo,si nota una ristrutturazione totale recente forse un po’ troppo lifestyle con linee pulite e forse un pelo troppo fredde. Legno ce n’è ma l’effetto è più Svezia che Tirolo, non so se mi spiego.

Il concierge che ci accoglie e accompagna per la struttura ci spiega gentilmente i diversi orari e servizi, sottolineando che il tavolo che ci assegna sarà sempre lo stesso sia per le colazioni che per le cene di tutto il soggiorno; nella mia testa suona un lontano campanello di allarme ma decido di ignorarlo perché sono troppo stanca e desidero solo rilassarmi alla fine della giornata.

Finalmente arrivo in camera e anche qui la prima impressione è molto positiva, anche se il mio occhio clinico scannerizza l’ambiente e mi lancia deboli segnali di allarme, ma come sopra, sono troppo stanca e finalmente mi corico.

Le soprese al mio risveglio in camera sono molte: si sa, il giorno dopo molti dei nostri amanti hanno perso molto del loro fascino.  E quindi mi ritrovo in un bagno con un sacco di spugne decisamente non all’altezza, un set di cortesia molto ridotto, una splendida vasca da bagno a terra dove devo agitarmi come la Dea Khalì per raggiungere il dispenser a parete (orrore) per il bagnoschiuma e lo shampoo.

Il mio disappunto non diminuisce una volta scesa negli spazi comuni. La preferenza della vacanza era stata data ad una struttura Adult only, proprio per non incappare durante le feste nelle solite resse di bambini urlanti con braccioli fluo nella piscina della spa (che si sa, povere anime, che la colpa non è loro…) o bambine di media grandezza che corrono a perdifiato per la hall divertendosi a spegnere le candele accese con cura per i clienti.

Ma di fronte a questi immancabili ed inevitabili scenari, ad una mia garbata ma decisa protesta vengo zittita bruscamente con l’introduzione di regole e confini: il bar è aperto ai bambini, l’hotel no, dalle 15 alle 19, con il plenilunio invernale, e il capodanno cinese…

Io sono CERTA che il cartello Adult Only sia sulla porta d’ingresso, ma già indosso una sospetta pelliccia maculata black and white (sintetica, s’intende…), non vorrei cominciassero a nascondermi anche i cuccioli di dalmata…

San Candido però mi è entrata nel cuore, regalandomi scenari incantevoli, un paesaggio fatato con il suo meraviglioso mercatino, dove tra una gigantesca palla rossa che decorava un pino nella piazza principale e una lanterna illuminata da piccole candele al suo interno (ma soprattutto forse per il troppo vin brûlé) mi è parso di vedere tutto innevato, come nelle storie dei fratelli Grimm che mi raccontavano da bambina.. in un vero hotel 4 stelle S!