La percezione che abbiamo di ciò che c’è attorno a noi è sempre molto singolare. Spesso è influenzata da uno stato d’animo personale, dalle circostanze e da pensieri vari che distraggono la nostra mente tanto da non farci neanche percepire lo spazio in cui ci troviamo.
Vi è mai capitato di essere sovrappensiero e giungere in un posto senza neanche capire come ci siete arrivati o senza avere la percezione del tempo che ci avete impiegato per arrivarci?
A me succede soprattutto quando faccio le stesse tratte, ad esempio la mattina, quando scendo a prendere la metro e ormai potrei fare quella strada anche ad occhi chiusi.
Credo sia una cosa normale, però se mi fermo un attimo a pensarci, è anche un po’ una cosa triste. È come se ogni giorno mi perdessi dei frame della mia vita che per me possono banalmente essere sempre gli stessi, in realtà niente è sempre uguale a sé stesso: cambiano le persone che incontri, cambia un particolare o un dettaglio che non osservi… sei troppo impegnato a non guardare.
Proprio per questo motivo, sicuramente ve ne sarete accorti, in molti luoghi pubblici, in presenza di un gradino, c’è sempre un avviso con scritto “mind the gap”.

Il concetto, tradotto letteralmente in “attenzione al gradino”, è più un “attenzione a dove mettete i piedi”, qualunque ostacolo esso sia; però, se ci pensate, può anche essere interpretato come un “attenzione a cosa vi state perdendo”.
È il caso dell’installazione permanente dell’artista e designer francese Nathalie Du Pasquier (tra i fondatori negli anni ’80 del gruppo Memphis)alla stazione Vittoria di Brescia.

L’opera infatti intitolata proprio “Mind the gap” è un rimprovero alla buona, un richiamo all’attenzione per non farci distrarre dai nostri pensieri ed evitare di perderci il luogo in cui ci troviamo. Questa stazione è infatti un bellissimo progetto sotterraneo, inaugurato il 17 febbraio 2022 e realizzato in collaborazione con Mutina, l’azienda di ceramiche emiliana con cui l’artista ha già collaborato in passato.
Alla fermata metro Vittoria non si può non rimanere estasiati dai colori delle mattonelle Margherita che Nathalie Du Pasquier ha disegnato per Mutina.

La ceramica è un materiale spesso usato nei luoghi pubblici e nelle stazioni perché resistente e facile da pulire; qui però l’artista francese ha saputo trasformarlo in esercizio artistico poiché, oltre alla solita funzione decorativa, ne ha reinterpretato l’uso come elemento peculiare dell’ambiente.

L’installazione è una mostra diffusa di arte pubblica per la città e per tutti i passeggeri. Fa parte di un progetto in progress chiamato “SubBRIXIA”, che abbraccerà 17 stazioni della metro bresciana: un museo permanente, che scorre sotterraneo, finalizzato a “valorizzare e a diffondere lo sviluppo dei saperi e delle innovazioni nei territori bresciani”.
Il progetto prende piede già nel 2015 da Brescia Musei, con una serie di primi interventi artistici site-specific, e viene ripreso da UBI Fondazione CABnel 2019.
Dal 2015 a oggi, si sono susseguiti gli interventi di Marcello Maloberti (Brixia, 2015, Stazione FS), Patrick Tuttofuoco (Gothic Minerva, 2016, Stazione San Faustino), e le opere temporanee di Rä di Martino, Francesco Fonassi ed Elisabetta Benassi.
Nathalie Du Pasquier ha inaugurato con “Mind the gap” la nuova stagione di SubBrixia, dando la possibilità di vivere con occhi diversi gli spazi del nostro quotidiano che ogni giorno sono attraversati da una moltitudine di persone.

La possibilità anche solo di fermarsi a guardare, a partire ad esempio già dall’ingresso della metro, “costringe” quasi a mettere un freno alle vite frenetiche dei passeggeri che ogni giorno attraversano quella tratta, invitando a rallentare, correre di meno per osservare di più.

D’altronde è anche questa la bellezza della nostra vita: capire che a volte occorre fermarci, osservare e assaporare quello che abbiamo attorno. È che, forse, troppo spesso ce ne dimentichiamo.

Photo credits: @Piercarlo Quecchia – DSL Studio