Alla Manifattura Tabacchi di Firenze apre MOTEL, il nuovo spazio eventi situato all’interno dell’edificio B3. Il progetto vede il contributo dello studio fiorentino q-bic, che ha curato l’allestimento degli ambienti interni e del Caveau della Memoria, contribuendo alla definizione dell’identità dello spazio.
Pensato come contenitore flessibile per eventi, produzioni culturali e iniziative creative, MOTEL si inserisce nel più ampio processo di trasformazione urbana della Manifattura Tabacchi. Il progetto, infatti, lavora sulla natura industriale dell’edificio interpretandola attraverso un sistema di spazi autonomi ma interconnessi, capaci di adattarsi a configurazioni e utilizzi differenti.

Il nuovo spazio eventi nella Manifattura Tabacchi
MOTEL nasce come spazio dedicato a eventi pubblici e privati, produzioni culturali e attività creative. La sua configurazione include aree interne, spazi all’aperto e il Caveau della Memoria, con una struttura pensata per rispondere a esigenze diverse e mutevoli.
Il progetto non si limita a definire un nuovo spazio funzionale, ma contribuisce alla riattivazione del piano terra dell’edificio B3, integrandolo nel sistema della Manifattura Tabacchi e mettendolo in continuità con la Factory e il polo creativo.
In questo senso, MOTEL assume il ruolo di piattaforma aperta, come uno spazio in evoluzione capace di ospitare format differenti e di generare nuove modalità di fruizione all’interno del complesso.
L’intervento di q-bic tra memoria industriale e flessibilità
Lo studio q-bic ha interpretato la natura industriale dell’edificio B3 senza cancellarne le tracce originarie. L’allestimento lavora infatti sulla relazione tra preesistenza e nuovi usi, trasformando l’ambiente in un sistema fluido e dinamico.
L’obiettivo del progetto è quello di creare spazi autonomi ma connessi, in grado di adattarsi a eventi, installazioni, produzioni e iniziative culturali. La flessibilità diventa quindi uno degli elementi centrali dell’intervento che diventa quindi non solo una qualità funzionale, ma una strategia progettuale.
Attraverso percorsi non lineari e una distribuzione flessibile dei corner, MOTEL si configura come un contenitore aperto, pensato per essere attraversato, modificato e reinterpretato a seconda delle necessità.



L’immaginario del motel americano come riferimento progettuale
Uno degli aspetti più riconoscibili del progetto è il riferimento all’immaginario dei motel americani. L’allestimento introduce un’idea di ospitalità temporanea e in movimento, coerente con la vocazione dello spazio.
Il motel, inteso come luogo di passaggio e sosta, diventa una chiave di lettura per interpretare MOTEL non come ambiente statico, ma come spazio attraversabile e trasformabile. Il pubblico è invitato a esplorare gli ambienti, sostare e riappropriarsi liberamente dello spazio.


Il Caveau della Memoria e il ruolo della preesistenza
All’interno del progetto assume particolare rilievo il Caveau della Memoria, parte integrante dell’allestimento curato da q-bic. Il suo nome richiama il tema della conservazione e della stratificazione storica che risulta dunque centrale in un contesto come quello della Manifattura Tabacchi.
La presenza del Caveau permette di collegare la nuova destinazione d’uso dello spazio alla memoria industriale del complesso. MOTEL diventa così un luogo in cui le tracce del passato non vengono rimosse ma integrate in una nuova narrazione funzionale e culturale.
Il progetto si inserisce infatti in un processo di trasformazione urbana che mira a connettere memoria storica e nuove forme di utilizzo contemporaneo.

Architettura temporanea, usi permanenti
Il valore dell’intervento sta anche nella capacità di non irrigidire lo spazio in una funzione unica. La Manifattura Tabacchi continua così a configurarsi come un organismo urbano aperto, dove architettura, produzione culturale e sperimentazione possono convivere senza cancellare le tracce della precedente identità industriale.
MOTEL si inserisce in questa logica come uno spazio di transizione attiva: non un semplice contenitore per eventi, ma un ambiente capace di misurare il potenziale dell’architettura quando resta disponibile al cambiamento.
Photo credits: ©Alessandro Fibbi
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