A inizio dello scorso dicembre, mentre dalle nostre parti si gettavano le basi per l’euforia natalizia, ha preso vita il nuovo Zayed National Museum di Abu Dhabi, un progetto dello studio Foster + Partners che per anni ha solleticato la curiosità degli Emirati e di tutto il mondo (l’annuncio del vincitore del concorso risale addirittura al 2007).
Situato nel distretto culturale di Saadiyat, dove sono sorti negli ultimi anni anche il Louvre Abu Dhabi di Jean Nouvel e il Guggenheim museum di Frank Gehry, il museo ripercorre la storia degli Emirati Arabi Uniti dalle origini al giorno d’oggi fino a celebrare la figura dello Sceicco Zayed bin Sultan Al Nahyan, fondatore degli Emirati Arabi Uniti che conosciamo oggi.
Il nuovo fulcro dell’isola dedicata alla cultura
Il progetto inizia più a larga scala e difatti il primo elemento approfondito è stato un asse pedonale, per collegare la costa all’ingresso del Museo, posto all’interno di un giardino dove viene distribuita la flora locale che, di fatto, diventa palcoscenico per il primo atto della narrazione espositiva. Raggiunto l’ingresso si accede agli oltre 88.000 metri quadri dell’edificio, caratterizzati da ampissimi spazi da linee semplici e sinuose, che ricordano le dune del deserto. Le pareti sono realizzate in cemento con l’aggiunta di marmo frantumato per emulare le superfici sabbiose tipiche di quest’area geografica.
Le ali di un falco per regolare la temperatura dell’edificio
Gli elementi più significativi sono sicuramente le cinque vele che si sviluppano verso il cielo fino a raggiungere una quota di 123 metri, distribuite in modo attento per far entrare la maggior quantità di luce naturale possibile. Queste vele, che rimandano alle ali di un falco, fungono da camini termoregolatori e garantiscono l’apporto costante di aria fresca espellendo l’aria più calda che stratifica verso l’alto. Al loro interno Foster + Partners ha realizzato dei “baccelli” all’interno dei quali trovano spazio le gallerie espositive. Questi, staccandosi dalle pareti esterne, sembrano fluttuare nell’aria e danno all’edificio un aspetto leggero e un po’ magico.




Una collezione che racconta migliaia di anni di storia
Al momento dell’apertura l’esposizione era composta da 1.500 pezzi, destinati però a crescere nei prossimi anni. L’allestimento delle sale è stato realizzato in collaborazione con l’agenzia multimediale Journey, che oltre ad occuparsi della progettazione vera e propria degli spazi, ha realizzato tutti i contenuti multimediali che offrono al visitatore un’esperienza immersiva dalla preistoria fino ai giorni d’oggi.
Lo Zayed National Museum rappresenta solo l’ultimo tassello di una politica emiratina focalizzata sulla creazione di spazi destinati alla cultura. Questo museo, tuttavia, sembra segnare un lieve cambio di rotta, volgendo lo sguardo più verso l’interno e la propria cultura, diventando manifesto esso stesso di una civiltà antica ancora poco nota al resto del mondo.
Photo Courtesy of Foster + Partners
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