“Condizione necessaria e sufficiente” per affrontare una vacanza in barca a vela è sicuramente l’amore per il mare, unito allo spirito di adattamento. 

Per esperienza personale, e da amante del mare, mi sento di affermare che le vacanze in barca a vela sono state tra le più belle di gran parte della mia vita.

Bisogna tuttavia chiarire un paio di aspetti, prima di citare i vantaggi e gli elementi positivi di una vacanza a pelo d’acqua.

Innanzitutto, una barca non è una casa, per cui non sempre è possibile disporre di comfort, comodità, tecnologie, spazi o arredi a cui siamo abituati. Dunque, bisogna rinunciare a qualcosa che in altre circostanze avremmo ritenuto necessaria.

In secondo luogo, occorre il giusto spirito e l’animo, insieme ad una buona compagnia, per condividere la vacanza e contemporaneamente l’esperienza della navigazione a vela. 

Immaginate di dover trascorrere lunghe giornate (talvolta senza poter scendere a terra quando lo desideriamo) con una compagnia poco gradita o priva del giusto feeling. Il mare richiede serenità, pazienza, capacità di dialogo e di ascolto: a bordo bisogna andar d’accordo perché, al contrario di una casa, se non funziona, non sempre puoi andare via chiudendo la porta. 

Riassumendo, i giusti ingredienti per una vacanza sotto il sole e con i “piedi in acqua” sono: spirito di adattamento ad un contesto non quotidiano, la giusta compagnia e, ovviamente, l’amore per il mare. 

Detto ciò, ecco un elenco di cose da sapere su una barca a vela e cosa aspettarsi dai suoi interni.


Ciò che si trova al di sotto, e al chiuso, della superficie esterna calpestabile (chiamata “coperta”) si chiama, banalmente, “sottocoperta”. Al piano inferiore, per così dire, si accede da un “tambuccio”: una sorta di porta-finestra, per usare un linguaggio più familiare. Da lì si aprirà un “mondo”. 

In sottocoperta, anche se gli spazi possono sembrare ristretti, con un po’ di stupore, scoprirete che ci sono molte più cose di quanto si immagini e riuscirete a non rimpiangere casa vostra.

La regola numero uno dei progettisti nautici, infatti, è quella di sfruttare al meglio ogni angolo e, come in un tetris, riuscire ad “incastrare” tutto all’interno di uno spazio relativamente ridotto.


La Dinette

L’area principale e centrale di condivisione all’interno è la dinette: se vogliamo fare un paragone con la casa, la dinette è il living della barca a vela. Così come il living, accoglie in sé più funzioni: è la zona in cui si consumano i pasti, su un tavolo circondato da comodi divani/sedute, è il posto in cui ci si rilassa la sera, per guardare un film (se si ha la tv a bordo) o leggere un libro. In alcune imbarcazioni la dinette, alla sera, diventa un vero e proprio letto: infatti è uso comune dei progettisti inserire dei tavoli trasformabili con un perno centrale cilindrico che abbassa il piano, consentendo l’uso di comodi letti a scomparsa. 


L’angolo cottura

Limitrofo alla dinette, di solito a vista, c’è l’angolo cottura. Ogni barca è dotata di una cucina che, seppur non molto ampia, non manca di niente: include fornelli, lavello, frigo a pozzetto e forno. Essendo una barca a vela e subendo, in navigazione, inevitabilmente, movimenti o sbandamenti, i fuochi della cucina sono progettati in modo tale da seguire il movimento delle onde e della barca.

 Infatti, ogni imbarcazione a vela ha dei fornelli, montati su un piano con un perno basculante, che permettono di cucinare anche durante la navigazione, mantenendo sempre i fuochi in orizzontale e non inclinati come lo scafo. Ovviamente, attorno ad ogni fuoco ci sono delle pinze che circondano, e tengono ferme pentole e padelle, evitando che si rovescino, con prevedibili spiacevoli conseguenze. 


L’angolo del carteggio

Un’altra zona che non manca in una barca è l’angolo del carteggio, che generalmente è situato, alla destra o alla sinistra, ai piedi della scaletta che dalla coperta porta giù. E’ la zona più tecnica e riservata solitamente all’armatore (cioè al proprietario della barca) o allo skipper (cioè colui che timona/conduce l’imbarcazione). L’angolo carteggio ha una piccola scrivania con una poltroncina/seduta, per consultare le carte nautiche, tracciare la rotta e potere utilizzare le diverse strumentazioni tecniche (che è preferibile non maneggiare se non si è esperti): come la radio di bordo, che consente di comunicare con la terraferma in caso di guasti o altri problemi. C’è inoltre un quadro-comandi, da cui avviare le luci (interne ed esterne) e tutte le altre attrezzature elettroniche.


La retraite

Il bagno riesce, anch’esso, a contenere in poco spazio tutto ciò che ci è utile. Posizionato, così come è solito nella progettazione di appartamenti, accanto o vicino alla zona notte e alle cabine.

In una barca medio – grande si possono trovare, oltre al wc e un piccolo lavello, anche una doccia e delle nicchie a parete in cui riporre oggetti e tutto ciò che ci serve per la pulizia personale. Il bidet non sempre è presente, per cercare di ridurre gli spazi, o in alternativa è integrato al water ed utilizzabile tramite delle doccette. Comprenderete che, dovendo ottimizzare gli spazi, nel progettare i bagni delle barche si va un po’ in “deroga” rispetto alle regole canoniche della progettazione che si osservano per le abitazioni: ad esempio, le distanze tra sanitari e lavabo o tra sanitari e doccia potrebbero essere davvero ridotte al minimo.


Le cuccette

Infine, non possono mancare le camere da letto o, in gergo nautico, le cuccette o cabine. Immaginate che una barca medio/grande, che consideriamo dai 10 ai 15 metri, può ospitare addirittura da 6 ad 8 posti letto. Vi stupirà scoprire che dormire in barca a vela è una delle esperienze più piacevoli che si possano provare. Infatti, il vostro sonno sarà facilmente conciliato e accompagnato per tutta la notte da un leggerissimo dondolio (che tanto ricorda quello della culla quando eravamo bambini), dalla fresca brezza che entra dagli oblò (favoriti dall’essere circondati dal mare) e dal silenzio quasi assoluto che regna nei porti o quando si trascorre la notte ancorati in rada, in qualche caletta riparata. 

 A questo aggiungete che le cuccette delle barche sono dei veri e propri letti con tanto di materasso, coperte e cuscini morbidi.

Per ultimo, non mancano, negli spazi rimanenti, piccole cabine –armadio, in cui riporre indumenti e altri oggetti personali; inoltre, quasi tutti i letti e i divani contengono sotto dei gavoni -contenitori dove conservare e stivare provviste, bagagli o attrezzature. 

Considerate che più comoda vi apparirà la barca meno voglia avrete di mettere piede sulla terraferma, affrontando l’inevitabile folla vacanziera delle isole e delle località estive mete del turismo balneare.

Se si ha la capacità di ambientarsi, la barca diventerà il luogo dove (ri)trovare la pace e dimenticare lo stress e i pensieri della vita quotidiana, trasformandosi così in una vera e propria terapia per anima e corpo.

Photo credits: 

© Guido Cantini/Beneteau

© Guido Barbagelata/Beneteau

© Mauro Giuffrè/Giornale della Vela


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