Quest’estate camminando per le vie di Parigi, qualcuno di voi si è probabilmente imbattuto nella mostra Seven Stories About Mirrors, che è stata inaugurata dallo studio di design Front (fondato dalle svedesi Sofia Lagerkvist and Anna Lindgren) alla Galerie Kreo.
É un viaggio nella storia degli specchi e delle loro tecniche di produzione, ma vuole anche sottolineare il rapporto di noi umani con il nostro riflesso. Nasce da una ricerca che le artiste hanno portato avanti negli ultimi cinque anni in parallelo all’attività per cui sono conosciute (ovvero la produzione di pezzi di arredo per brands): lo scopo di questo progetto è scovare nuovi approcci al design.

Come si può intuire, il primo specchio della storia scoperto dall’uomo è lo specchio d’acqua: per questo, il percorso inizia con Water Reflection Table, che rappresenta proprio questo fenomeno naturale. Il piano in vetro di questo tavolo si ispira ad uno stagno che le artiste hanno scoperto in un bosco; per riprodurne la forma, ne hanno creato un calco grazie alla stampa 3D e in cui è stato versato il vetro.

Il viaggio continua con Obsidian Mirror: secondo gli studi dell’Università di Cambridge, il primo specchio realizzato dall’uomo risale a 8000 anni fa e fu costruito in ossidiana. Questa pietra vulcanica veniva levigata a mano con l’utilizzo di polvere e acqua; anche le designer hanno utilizzato questa tecnica e hanno rifinito lo specchio con una cornice in argento.

Per raccontare l’uso dei metalli nella produzione degli specchi, compare Bronze Mirror, un trio di specchi da parete. Lo stile riprende il design cinese sia nella decorazione dei bordi sia nella corda che lo sorregge, che è un riferimento al nastro utilizzato per applicare questi piccoli oggetti preziosi ai vestiti. Una sola differenza discosta questo trio dalla tecnica storicamente usata: è stato usato un vetro color bronzo e non il bronzo puro per evitare un lungo processo di lucidatura.

La quarta opera esposta è Convex Mirror Vase e racconta come si producevano gli specchi nell’Antica Roma. Veniva creata una sfera di vetro soffiato per poi essere tagliata a forma di lente.

Il progresso nella creazione di specchi in vetro è rappresentato da Cut Mirror Vase, che mostra la prima tecnica di produzione di vetri piatti. Nel XIII secolo, il vetro sarebbe stato soffiato in un cilindro e poi srotolato: questo vaso rappresenta proprio questo processo.

Non poteva mancare una nota di riguardo ai vetrai di Murano e ai loro specchi apprezzati a livello mondiale: per celebrare questo artigianato, le designer hanno realizzato Secret Mirror, proprio collaborando con la famiglia Barbini (il cui antenato, Gerolamo Barbini, ha partecipato alla realizzazione della Sala degli specchi di Versailles).

Il percorso si chiude con uno specchio che ci riporta ai giorni nostri, caratterizzati dal fatto che possiamo specchiarci in molti oggetti quotidiani. Reflection Vase esplora le varie sfaccettature di un’immagine riflessa: sembra che mostri il riflesso dell’ambiente ma in realtà l’immagine è definita e non cambia, grazie ad una tecnica innovativa di incisione.