I colori vivaci in architettura sono sempre un azzardo e gli architetti moderni osano poco e spesso si accontentano di colori neutri. Ma se facciamo un salto nel passato ci rendiamo subito conto di come i colori e la luce erano i protagonisti dell’architettura: negli antichi templi greci rappresentavano la vitalità, mentre nelle vetrate delle cattedrali gotiche erano una finestra sul paradiso.
Come mai questo cambiamento? Probabilmente perché i colori nel tempo hanno “guadagnato” il connotato di dubbia morale.
Un maestro dell’architettura modernista che ha saputo riportare in auge i colori è il messicano Luis Barragán, che li utilizzava per evocare forti emozioni. In questo modo le sue architetture, molto spesso case private, acquistano un valore metaforico, tanto da ricordare alcune pitture surrealiste di De Chirico o Magritte.

Nella sua casa-studio, la Caudra San Cristobal (1966-1968), il cielo azzurro e le ombre scure creano un contrasto con le grandi superfici colorate di fucsia, arancione e bianco. Ma qui anche l’acqua è una grande protagonista: piscine e cascate creano nuove texture che dialogano con i muri monolitici che circondano il giardino.

Luis Barragán (1902-1988) and Andrés Casillas,, Cuadra San Cristóbal, Los Clubes, Atizapán de Zaragoza, State of México, 1966-1968.
Photo: Armando Salas Portugal

Con questo suo utilizzo dei colori, Barragán riesce a valorizzare l’identità nazionale messicana uscendo dai confini dell’architettura moderna, che negava le distinzioni tra architettura e paesaggi.
Infatti, colori e planarità sono il filo conduttore tra l’interno e l’esterno della casa di San Cristobal che viene sottolineato dall’ambiguità delle dimensioni, ma anche da un surreale ed inquietante sentimento senza tempo.

Luis Barragán (1902-1988) and Andrés Casillas,, Cuadra San Cristóbal, Los Clubes, Atizapán de Zaragoza, State of México, 1966-1968.
Photo: Armando Salas Portugal

Grazie a queste esperienze emozionali, date da tutta questa intensità, l’architetto messicano vuole dare rifugio sia al corpo che alla mente. Vorrei quindi concludere con una citazione dello stesso Barragán:
Architecture is an art when one consciously or unconsciously creates aesthetic emotion in the atmosphere and when this environment produces well-being.