Lo Sheraton Milan San Siro, completa nel 2019 il podio del brand Sheraton nella capitale lombarda, dopo l’hotel Sheraton Milan Malpensa e lo Sheraton Diana Majestic.
Ѐ stato più volte definito “un’oasi urbana”, associazione che non voglio sostituire con sinonimi o paralleli, perché questa parola è a mio avviso quella più calzante per descrivere in maniera concisa, e quasi palpabile, l’oggetto dell’articolo di oggi. Lo Sheraton Milan San Siro è un’oasi urbana perché riesce a nascere e vivere in uno spazio urbano dinamico che è quello del quartiere San Siro, e riesce anche a non essere introspettivo, anzi capta dentro di se il mood internazionale del contesto meneghino ed “esporta” invece un senso di relax e quiete propria del concetto di resort, oltre che il preponderante polmone verde che ha regalato alla città: in questo gioco di interscambi vividi si ridefinisce il nuovo concept dell’hotellerie, in grado di restituire una esperienza circolare sia all’ospite leisure che a quello business.

La posizione è strategica, uno snodo nel quartiere degli affari di Milano, tra strutture di intrattenimento e distretti funzionali; riconoscibile per il suo impianto a Y, che si staglia dentro un’ampia macchia verde, è frutto del restyling del Grand Hotel Brun e reincarna effettivamente le peculiari forme curve e moderniste della preesistenza.
Il tono d’accento ricade però sugli interni, progetto dello studio milaneseCaberlonCaroppi Italian Touch Architects, eccellenza italiana nel settore dell’hotellerie internazionale. La realizzazione delle aree comuni e di molti degli arredi su misura è invece affidata all’azienda Concreta.
Dichiaratamente ispirati alle architetture ed alla palette di colori della capitale lombarda, gli interni firmati CaberlonCaroppi integrano in perfetta armonia il modello del resort urbano con una combinazione di stili prettamente anni ’60 di arredi e tessuti identitari del luogo.
Gli spazi dell’hotel sono una maglia complessa, articolata e ben equilibrata di ambiti pubblici e privati; zone di relax e ludico/ricreative si mescolano ad aree prettamente pensate per accogliere conferenze o attività lavorative: l’esperienza che lo spazio in toto offre è a 360° per tutte le esigenze, ecco perché lo Sheraton Milan San Siro è dedicato a Milano, la città d’affari, divertimento e cultura per antonomasia.
Le aree private contano 310 camere (distribuite in 6 piani), di cui 25 suite, una presidenziale, e 80 camere Club, tutte delineate da un design puro e raffinato con colori tenui e luci soffuse.
I 2.500 mq dedicati a funzioni di business rendono l’hotel un centro congressi rinomato in città, si articola in 21 sale riunioni alcune delle quali (le ballrooms) sono delle aree versatili, trasformabili ed adattabili alle diverse esigenze.
Gli spazi comuni ospitano il Silene Bar & Restaurant, caratterizzato dal tavolo “sociale” che offre la possibilità e flessibilità di tipologie differenti di pasti, coordinati dall’Executive Chef Luca Nania e basati su un concept di cucina biologica italiana.
El Patio del Gaucho, del calciatore Javier Zanetti, è invece una steakhouse argentina che nel suo design inneggia alla tradizione e ai colori di questa terra e ricrea un mixage di esperienze tra tradizione e stile contemporaneo.

“Il nostro obiettivo per questo progetto era quello di integrare armoniosamente i grandi spazi interni e le aree esterne dell’albergo, attraverso il fil rouge di un raffinato design milanese contemporaneo e lineare, arricchito da spazi flessibili per migliorare l’interazione sociale e incoraggiare la collaborazione in un contesto di resort urbano, ispirato agli elementi naturali.” Chiara Caberlon
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